Cartelloni pubblicitari, il Comune tempestato di richieste
In vari Comuni della provincia, tra i quali Gavi, sono arrivate decine e decine di richieste per linstallazione di cartelloni pubblicitari. Del caso si è occupata anche lAvvocatura della Regione, con "invito a valutare eventuali rilievi penali azionabili a tutela dei Comuni mediante denuncia allautorità giudiziaria"
In vari Comuni della provincia, tra i quali Gavi, sono arrivate decine e decine di richieste per l?installazione di cartelloni pubblicitari. Del caso si è occupata anche l?Avvocatura della Regione, con "invito a valutare eventuali rilievi penali azionabili a tutela dei Comuni mediante denuncia all?autorità giudiziaria"
GAVI – Raffica di richieste per l’installazione di cartelloni pubblicitari da parte di una ditta torinese che opera nel settore. Il Comune di Gavi ne ha ricevute, nel mese di settembre, ben 43, tutte pervenute tramite posta elettronica certificata ma sprovviste di bollo, che per legge deve invece essere pagato.
Il curioso caso si è ripetuto e si sta ripetendo un po’ in tutto il Piemonte: il modus operandi della Average Srl di Torino pare essere sempre lo stesso, con gli enti locali letteralmente tempestati di domande alle quali non riescono a far fronte. Nella nostra zona, sono stati presi di mira anche i Comuni di Cassano Spinola, dove la società si è “limitata” a richiedere 17 spazi, e Vignole Borbera, che ha battuto Gavi perché le richieste sono state ben 44.
Spesso le zone in cui devono essere posizionati i cartelloni sono periferiche. I Comuni hanno anche ricevuto una nota dell’Avvocatura della Regione Piemonte, che ha segnalato “il caso di richieste a raffica a cura di una ditta torinese, con successivo inoltro da parte della stessa di richiesta di risarcimento in caso di mancata risposta nei termini di legge, con invito a valutare eventuali rilievi penali azionabili a tutela dei Comuni mediante denuncia all’autorità giudiziaria, oltre che segnalazioni all’Agenzia delle Entrate per l’elusione della normativa sul bollo”.
Tutti i Comuni, Gavi compreso, hanno risposto negativamente, anche giudicando “incomprensibile e carente di informazioni il messaggio pubblicitario”. “Gli elaborati grafici a corredo delle domande – specifica il responsabile dell’ufficio tecnico di Gavi – costituiti da foto estratte dalla piattaforma informatica Google Maps e da bozzetti standard della tipologia di impianto, non permettono la verifica del corretto posizionamento delle strutture e la valutazione delle distanze dalla carreggiata stradale”.