I Giovanissimi del Carrosio alla conquista del trofeo regionale
Quei 94 gol realizzati e nessuno subito (media di 11,75 reti a partita) sono la cartina di tornasole della forza di un gruppo che negli anni ha sempre saputo mietere trionfi a ripetizione continuando a divertirsi come è naturale che sia per ragazzi di 13-14 anni.
Quei 94 gol realizzati e nessuno subito (media di 11,75 reti a partita) sono la cartina di tornasole della forza di un gruppo che negli anni ha sempre saputo mietere trionfi a ripetizione continuando a divertirsi come è naturale che sia per ragazzi di 13-14 anni.
CARROSIO – Più che i numeri stupisce il valore di chi quei numeri li ha realizzati perché nel calcio è già successo che una squadra, nel mondo giovanile, vinca anche con scarti più grandi (l’Inter di qualche anno addietro nei Giovanissimi surclassò 42-0 il Pergocrema) di quelli del Carrosio ma che a realizzare un successo 15-0 sull’Acqui da parte di un team espressione di un paese di meno di 500 abitanti fa impressione.
I Giovanissimi biancocelesti insomma sono andati bel oltre ogni più rosea aspettative con quel dato inconfutabile che mette il timbro e forse un’ipoteca a un girone regionale da protagonisti. 94 gol realizzati e nessuno subito (media di 11,75 reti a partita) sono la cartina di tornasole della forza di un gruppo che negli anni ha sempre saputo mietere trionfi a ripetizione continuando a divertirsi come è naturale che sia per ragazzi di 13-14 anni.
Quest’anno l’avvento in panchina di Salvatore Magrì ha coinciso con un cambio di passo ma le fondamenta le aveva create Andrea Cavo nel passato e il trainer che per allenare i Giovanissimi carrosini ha detto no a qualche club di promozione ha raccolto e migliorato una squadra che già effettua tre allenamenti settimanali.
Il dato eclatante del passaggio di turno alla fase regionale è nelle 8 vittorie filate e nei 15 gol rifilati all’Acqui o nei 24 agli Orti Alessandria ma come non ricordare le 29 reti del bomber Alessio Repetto o la porta inviolata di Matteo Petrucci? Lo spiega il presidente Fabio Petrucci: “All’inizio non tenevamo neppure il conto delle reti dei singoli, poi ci siamo dovuti adattare” e tirare fuori il pallottoliere è diventato un bisogno. Per il patron vallemmino la soddisfazioni di presiedere una società che di fatto si autofinanzia (“L’ultimo contributo pubblico risale a 3 anni fa e fu di 600 euro ma il comune ci ha dato in
gestione mediante convenzione i tre campi da calcio a 11, 7 e 5 giocatori”) e che annovera 90 tesserati in un paese di 500 anime anche se tanti sono i ragazzi che provengono dai paesi limitrofi.
Una curiosità: il Carrosio fino ai primi anni 2000 vestiva la casacca rossoblù, “ma noi siamo tornati allo statuto che prevede maglie biancocelesti”, spiega col sorriso ancora Fabio Petrucci che però è sampdoriano doc e che non si sarà certo strappato i vestiti nel sostituire le divise che ricordavano quelle del Genoa. Il feeling con la Sampdoria è forte e infatti la società ha una scuola calcio affiliata al club del presidente Ferrero “e auspichiamo di proseguire in questa direzione anche sotto l’avvento del neo presidente” conclude ancora Fabio Petrucci. Ora le attenzioni sono tutte rivolte al sorteggio regionale quando si saprà in quale girone il Carrosio sarà inserito anche se per una volta dovranno essere gli avversari a preoccuparsi di una squadra che nei barrage provinciali è risultata la migliore di tutto il Piemonte. Insomma, il bello deve ancora venire e ha i colori del Carrosio e della sua beata gioventù.