Ilva, rimangono in campo due acquirenti
Entro un paio di settimane il commissario governativo Piero Gnudi conta di chiudere la fase delle offerte preliminari. Due le cordate: ArcelorMittal-Marcegaglia e Arvedi-Cdp. Intanto oggi nuovo incontro tra Gnudi e le banche, per l'erogazione della seconda tranche del prestito ponte che serve per pagare gli stipendi
Entro un paio di settimane il commissario governativo Piero Gnudi conta di chiudere la fase delle offerte preliminari. Due le cordate: ArcelorMittal-Marcegaglia e Arvedi-Cdp. Intanto oggi nuovo incontro tra Gnudi e le banche, per l'erogazione della seconda tranche del prestito ponte che serve per pagare gli stipendi
ROMA – Il commissario governativo Piero Gnudi pensa di chiudere nel giro di un paio di settimane il quadro delle offerte non vincolanti per l’acquisto del Gruppo Ilva. Le proposte di acquisizione dovranno essere accompagnate da piani industriali che prevedano – sono le condizioni dettate da Gnudi, che lo ha ribadito in un incontro con i sindacati svoltosi l’altro ieri, mercoledì 12 novembre – livelli di produzione tali da garantire i livelli occupazionali e l’impegno sul fronte del risanamento ambientale di Taranto.
Si riduce però il numero dei possibili acquirenti: gli indiani del gruppo Jsp (Jindal Steel & Power) sono usciti di scena. In pole position rimane l’alleanza tra i francoindiani di Arcelor Mittal e il gruppo italiano Marcegaglia: l’offerta è ormai definita e, a quanto si apprende da fonti di stampa, verrà formalizzata a giorni. Gli italiani di Arvedi, contrariamente a quanto si era ipotizzato in un primo momento, non faranno tandem con i brasiliani della Compagnia Siderurgica National, ma correranno da soli, con il sostegno della Cdp (Cassa depositi e prestiti). Lo ha detto un portavoce di Federacciai, riferendo del contenuto dell’intervento del presidente Antonio Gozzi in un’audizione al Senato.
Intanto oggi ci sarà un nuovo incontro tra il commissario Gnudi e le banche, per lo sblocco della seconda tranche del prestito da 250 milioni di euro (125 sono stati già corrisposti). Lo hanno riferito i sindacati al termine dell’incontro di mercoledì. “Gnudi – a detta dei sindacati – si è dimostrato fiducioso sulla possibilità di sbloccare il prestito e quindi pagare gli stipendi e mandare avanti gli impianti”.