Cit, per salvare l’azienda autisti disposti alla “riconversione”
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
19 Novembre 2014
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Cit, per salvare l’azienda autisti disposti alla “riconversione”

La proposta del sindacato: "Autisti, impiegati e tutte le figure presenti dovranno rendersi disponibili anche a svolgere altre mansioni, soprattutto di controllo (sosta a pagamento e biglietti degli autobus". Intanto prosegue la procedura per la cessione del 40 per cento della compagine societaria a un privato

La proposta del sindacato: "Autisti, impiegati e tutte le figure presenti dovranno rendersi disponibili anche a svolgere altre mansioni, soprattutto di controllo (sosta a pagamento e biglietti degli autobus". Intanto prosegue la procedura per la cessione del 40 per cento della compagine societaria a un privato

NOVI LIGURE – I dipendenti del Cit fanno quadrato attorno alla loro azienda, proponendosi anche per svolgere mansioni diverse da quelle a loro preposte.
“Come sindacato, proponiamo di far funzionare i servizi aggiunti, ovvero la gestione dei parcheggi, il noleggio degli autobus, il trasporto urbano e le onoranze funebri – afferma Paolo Grosso, delle rsu aziendali – In che modo? Autisti, impiegati e tutte le figure presenti, dovranno rendersi disponibili anche a svolgere altre mansioni, previa preparazione tecnica. Soprattutto di controllo. Noi autisti dovremo verificare insieme agli ausiliari del traffico le soste, ma anche l’evasione tariffaria sull’urbano. In altre parole: chi non paga la sosta e il biglietto”.

“Per fare impresa, i dipendenti dovranno sacrificarsi anche a svolgere altri servizi complementari, compresi il trasporto disabili, per il Csp, le onoranze funebri e tutto il resto. Ma nello stesso tempo costituiremo un asse portate tra Cit, comune e sindacati. In fondo i dipendenti hanno già dimostrato tutta la loro disponibilità. Hanno accettato il protocollo di flessibilità lavorativa con contratto fermo al 2007 e lavorano con contratto integrativo addirittura del 1998”, conclude Grosso.

Intanto prosegue la procedura per l’individuazione del socio privato che dovrebbe rilevare il 40 per cento della compagine azionaria del Cit. Alla prima fase, l’unica manifestazione di interessa validamente presentata è stata quella della cordata Arfea-Giachino-Gelosobus.

“Aver partecipato a questa manifestazione d’interesse significa che da parte nostra c’è l’intenzione di partecipare alla seconda fase del bando”, spiega Simone Bologna, responsabile commerciale di Arfea. In teoria, però, è anche possibile che la cordata formata dalle tre aziende di trasporto getti la spugna. In tal caso, tutta la procedura dovrebbe ripartire da capo. E allora ecco che la disponibilità di Grosso e compagni a svolgere mansioni diverse potrebbe essere fondamentale per la salvezza del Cit.

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