Unioni di Comuni, primo passo della giunta regionale
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
23 Novembre 2014
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Unioni di Comuni, primo passo della giunta regionale

La giunta regionale ha ratificato e inserito nella carta delle forme associative del Piemonte 28 Unioni montane e 19 Unioni di Comuni. Tra queste rientrano anche l'Unione che riunisce Capriata D'orba, Francavilla Bisio e Tassarolo e l'Unione montana Terre Alte.

La giunta regionale ha ratificato e inserito nella carta delle forme associative del Piemonte 28 Unioni montane e 19 Unioni di Comuni. Tra queste rientrano anche l'Unione che riunisce Capriata D'orba, Francavilla Bisio e Tassarolo e l'Unione montana Terre Alte.

POLITICA – Comunità collinare del Gavi e Terre Alte. La giunta regionale ha ratificato e inserito nella carta delle forme associative del Piemonte 28 Unioni montane e 19 Unioni di Comuni, quelle che ad oggi rispettano i parametri fissati dalle leggi regionali che regolano il riordino degli enti locali. Tra queste rientrano anche l’Unione che riunisce Capriata D’orba, Francavilla Bisio e Tassarolo, per un totale di 3.080 abitanti, e l’Unione montana Terre Alte. La seconda, l’Unione montana Terre Alte, comprende Albera Ligure, Brignano Frascata, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Carrega Ligure, Fabbrica Curone, Mongiardino Ligure, Montacuto e Roccaforte Ligure (3.298 abitanti in tutto).

Insieme alle altre, le due nuove Unioni inizieranno a lavorare sui servizi da gestire in forma associata per conto dei Comuni che le compongono (almeno due su nove funzioni fondamentali previste dalla legge nazionale) e sulle azioni per lo sviluppo socio-economico delle aree montane, “declinabile in questi punti chiave – sottolinea la Regione – bonifica territoriale (opere per la prevenzione del dissesto idrogeologico), informatizzazione innovazione Ict e servizi informativi per i Comuni, ricomposizione fondiaria (superamento della forte parcellizzazione del territorio agricolo e forestale), oltre che di sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, economia forestale, energie rinnovabili, opere di manutenzione ambientale, turismo in ambiente montano, artigianato e produzioni tipiche, mantenimento dei servizi essenziali, servizio scolastico, incentivi per l’insediamento nelle zone montane”.

L’attuale legge definisce anche i cespiti per la formazione del fondo montagna 2015 che andrà a finanziare investimenti, a cofinanziare progetti europei, a pagare il personale che comporrà la nuova pianta organica e le spese di funzionamento. “Servono almeno 15 milioni di euro – fa notare ancora l’ente regionale – Alla copertura del fondo, da stabilire già nel bilancio preventivo regionale, si provvede (applicando la legge 3/2014) con una quota dei diritti di escavazione delle cave, una quota di Irap, una quota dei canoni per l’imbottigliamento delle acque minerali, una quota dell’addizionale regionale sul consumo di gas metano”.

“Il Piemonte ha di fatto perso tre anni nel dare vita alle Unioni – spiega Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – Guardare al passato e alle scelte politiche fatte non serve, bisogna guardare al futuro. Uncem riconferma la massima disponibilità ai presidenti delle Unioni montane di Comuni riconosciute e alle venti che verranno inserite nella ‘Carta regionale delle forme associative’ entro il 2014, per il supporto nella costruzione del Piano di sviluppo e della pianta organica sulla base delle competenze finora assegnate. Sono questi due importanti strumenti dei quali dotarsi subito, senza perdere ulteriore tempo, avviando una concertazione territoriale importante. Le Unioni montane devono parlare con il territorio, essere espressione dei Comuni e delle comunità che vivono nelle Terre Alte”.

Sono in dirittura d’arrivo altre 10 Unioni montane, che molto probabilmente verranno riconosciute a dicembre, mentre restano da definire altre potenziali 10 aggregazioni in montagna e altrettante in pianura e collina.
 

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