Due defibrillatori in dono ad altrettante realtà sportive novesi
Marcella Bianchi, titolare della omonima farmacia a Pasturana, nelle scorse settimane ha fatto un doppio dono a due società sportive apparentemente agli antipodi ma accomunate da esigenze simili, la Real Novi G3 e il Nuovo Circolo Ilva.
Marcella Bianchi, titolare della omonima farmacia a Pasturana, nelle scorse settimane ha fatto un doppio dono a due società sportive apparentemente agli antipodi ma accomunate da esigenze simili, la Real Novi G3 e il Nuovo Circolo Ilva.
NOVI LIGURE – Si fa presto a dirsi appassionati di sport ma il passo dalla passione al sostegno concreto non tutti, avendone le disponibilità, riescono a farlo. Perché troppo spesso “investire” sullo sport locale significa per il cittadino medio “buttare via dei soldi”. In tempi di crisi poi è ben nota la difficoltà dei piccoli club locali a tirare avanti, con tagli degli sponsor sempre più profondi e con famiglie che, faticando ad arrivare a fine mese, preferiscono rinunciare alla passione dei figli.
Chi è andata controcorrente con un gesto che gli fa onore è Marcella Bianchi, titolare della omonima farmacia a Pasturana: nelle scorse settimane infatti la professionista ha fatto un doppio “beau geste”, di quelli che meritano massima attenzione. In particolare, la farmacista novese ha donato due defibrillatori a due realtà sportive apparentemente agli antipodi ma accomunate da esigenze simili, la Real Novi G3 e il Nuovo Circolo Ilva sempre di Novi.
“L’ho fatto perché credo nello sport locale e perché credo che si debba aiutare chi permette ai giovani di praticare sport”, spiega Marcella Bianchi e in effetti dalle sue parole traspare amore per l’attività sportiva, a qualsiasi livello. Sulle società individuate, nessuna dietrologia: “Conosco i dirigenti delle due realtà e so l’amore e la dedizione che alla Real Novi G3 mettono con risorse limitate. Conosco anche il Nuovo Circolo Ilva e so che è un punto di riferimento per molti novesi, indipendentemente dal carattere privato della struttura. Insomma, ha inciso l’aspetto umano”.
Della scelta fatta, la farmacista non è assolutamente pentita, anzi: “Vorrei che altri seguissero il mio esempio perché è un impegno economico [quasi 3 mila euro complessivi; ndr] che ho fatto volentieri, una scelta di cuore perché se credi nello sport e nella sua funzione salutistica, non puoi non ascoltare chi per far praticare attività sportiva ha bisogno di una mano”.