Ciliberto: “Manca la convinzione politica di credere negli investimenti sportivi”
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Maurizio Iappini - sport@ilnovese.info  
6 Dicembre 2014
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Ciliberto: “Manca la convinzione politica di credere negli investimenti sportivi”

Nata dal nulla il 23 maggio 2011, la Tiger Novi ha vissuto in prima persona la situazione degli impianti sportivi cittadini perché gestire quasi un centinaio di tesserati non è affar semplice ma il team del presidente Girotto ha scelto il basso profilo nell’affrontare il tema della salute delle attrezzature sportive cittadine.

Nata dal nulla il 23 maggio 2011, la Tiger Novi ha vissuto in prima persona la situazione degli impianti sportivi cittadini perché gestire quasi un centinaio di tesserati non è affar semplice ma il team del presidente Girotto ha scelto il basso profilo nell?affrontare il tema della salute delle attrezzature sportive cittadine.

NOVI LIGURE – Nata dal nulla il 23 maggio 2011, la Tiger Novi ha vissuto in prima persona la situazione degli impianti sportivi cittadini perché gestire quasi un centinaio di tesserati non è affar semplice ma il team del presidente Girotto ha scelto il basso profilo nell’affrontare il tema della salute delle attrezzature sportive cittadine.

Franco Ciliberto, ex consigliere comunale e vicepresidente della Tiger Novi: cosa manca alla città in fatto di strutture per lo sport?
Ci manca la convinzione politica di credere negli investimenti sportivi. Conosco la situazione economica nazionale e i salti mortali degli amministratori per far quadrare i bilanci ma non investire sullo sport è un rischio grave perché dietro a società sportive, eventi, manifestazioni c’è anche un sottofondo economico di indotto che permette a negozi o bar di lavorare: se organizzo un torneo di calcio, arrivano a Novi forestieri che magari consumano un pranzo o una semplice bibita. Non c’è politica economica sportiva. Siamo la città dei Campionissimi ma di questo passo corriamo il rischio di guardare al passato senza permettere alle nuove generazioni di praticare lo sport.

Faccia degli esempi.
Ben venga la nuova scuola di via Martiri della Benedicta di via Rattazzi ma era proprio necessario costruirla su un campo storico cittadino [la celeberrima Collinetta, dove hanno giocato generazioni di novesi; ndr] senza prevedere la nascita di un nuovo campo alternativo? Dove doveva sorgere la palestra della Forza & Virtù, ora c’è un terreno abbandonato: perché non renderlo fruibile con pochi interventi?.

D’accordo, ma in concreto come ci si deve muovere?

Lavorando per il bene comune e della collettività, mettendo da parte i campanilismi e pensando ai ragazzi.

Ci faccia un esempio.

Il campo in sintetico. Tutti abbiamo la nostra da dire ma alla prova dei fatti occorre trovarsi attorno a un tavolo e cercare una soluzione condivisa, apportando ogni società sportiva le proprie idee e i propri contributi umani. Il Comune, a esempio, possiede al suo interno le professionalità per redigere un progetto tecnico che faccia risparmiare alla voce “progettazione”. Noi, come società sportive, cerchiamo di affiancare SportiInNovi dando il massimo. Accontentiamoci dei soldi che ci sono senza voli pindarici. Il tutto nel rispetto della legge e della legalità.

In realtà, sul sintetico lei ha idee diverse da molti…
Disponessi delle risorse necessarie, le investirei per realizzare il fondo in sintetico dello stadio Girardengo come già sostenni in consiglio comunale. In questo caso servirebbe solo il fondo e si potrebbe sfruttare maggiormente e senza danni il principale stadio cittadino, ovviamente omologato dalla Figc. Mi rendo conto che con i chiari di luna attuali è una proposta impegnativa ma allora perché non spendere anche meno soldi e realizzare in via San Marziano un sintetico per gli allenamenti?.
Novi in realtà ha un campo a 9 giocatori in sintetico, è privato ed è al Nuovo Circolo Ilva: posso capire la carenza di fondi ma perché il Comune non prova a convenzionarsi con quella struttura affittando i terreni da gioco per poi assegnarli alle società sportive? Non sarebbe economicamente un grande investimento ma sarebbe un segnale importante perché mi rifiuto che si debba arrivare a dover dire ai ragazzi novesi che non possono praticare sport per mancanza di strutture.

Calcio a parte, dove interverrebbe?
La città avrebbe bisogno di un nuovo palasport, anzi di un vero palasport perché quello attuale era stato concepito come palestra polivalente. Ormai i giovani prediligono gli sport indoor e le palestre in prospettiva rischiano di non essere più sufficienti, ma torniamo al discorso iniziale: se non si programma e progetta non si va da nessuna parte ma per farlo serve volontà politica.

Il suo giudizio su Adriano Reale.
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo come la pubblicità della Panda di qualche anno fa. Ogni club tira l’acqua al suo mulino, è legittimo ma è altrettanto opportuno avere una persona che reputo super partes in grado di mediare e di far dialogare noi dirigenti sportivi.

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