Ilva, il governo accelera. Segnali positivi per le ditte dell’indotto
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
9 Dicembre 2014
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Ilva, il governo accelera. Segnali positivi per le ditte dell’indotto

Con la seconda tranche del prestito ponte il colosso italiano dell'acciaio inizia a pagare i crediti vantati dalle aziende dell'indotto. E arriva qualche timida notizia positiva per le aziende di autotrasporto che avevano denunciato gravi ritardi nei pagamenti

Con la seconda tranche del prestito ponte il colosso italiano dell'acciaio inizia a pagare i crediti vantati dalle aziende dell'indotto. E arriva qualche timida notizia positiva per le aziende di autotrasporto che avevano denunciato gravi ritardi nei pagamenti

ROMA – Giorni cruciali per il futuro dell’Ilva. Già oggi, infatti, il commissario governativo Piero Gnudi potrebbe incontrare il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi. A giorni, poi, è previsto un nuovo vertice a Palazzo Chigi al quale dovrebbe partecipare Matteo Renzi e il neo nominato consigliere strategico Andrea Guerra.

Una accelerazione frutto forse della carta buttata sul tavolo dal premier, che in una recente intervista a Repubblica, ha infatti tracciato una possibile road map dichiarando che il governo “sta valutando se intervenire sull’Ilva con un soggetto pubblico: rimettere in sesto quell’azienda per due o tre anni, difendere l’occupazione, tutelare l’ambiente e poi rilanciarla sul mercato”.

Insomma, se parlare di nazionalizzazione è eccessivo, di sicuro l’ipotesi di affidare l’azienda a un super commissario c’è. Al momento di certo ci sono i 125 milioni euro dati dalle banche (è la seconda tranche del prestito-ponte) che Gnudi ha utilizzato e utilizzerà per pagare gli stipendi di novembre e dicembre, le tredicesime, la rata del premio di risultato, portare avanti gli adempimenti ambientali e pagare parte dei crediti arretrati vantati dalle imprese dell’indotto (a settembre la cifra ammontava a 23 milioni).

Soldi che potrebbero far tirare un sospiro di sollievo anche alle quattro aziende di autotrasporto del novese, che recentemente hanno denunciato gravissimi ritardi nei pagamenti da parte dell’Ilva. Dal Veneto, ad esempio, dove varie ditte di Porto Marghera vivono una situazione simile, stanno arrivando timide notizie positive: i rappresentanti dell’Ilva hanno assicurato che, grazie alle recenti immissioni finanziarie, il pagamento di una quota dei debiti pregressi potrà riprendere entro le prossime due settimane.

Intanto è ancora sul tavolo delle trattative l’offerta di acquisto non vincolante presentata dal numero uno dell’acciaio mondiale, il gruppo francoindiano Arcelor Mittal, che scade il 19 dicembre prossimo. L’offerta garantisce i livelli occupazionali ma contiene la richiesta di rivedere le prescrizioni Aia (che comporterebbero un costo valutato in 1,8 miliardi) e l’intenzione di aumentare la produzione fino a 9,3 milioni di tonnellate l’anno (oggi il tetto è 8 milioni di tonnellate). La nuova gestione aziendale sta aumentando la produzione e conta di chiudere il 2014 a 6,3 milioni di tonnellate di produzione, in miglioramento rispetto ai 5,7 milioni del 2013.

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