Reborn dolls, la grande passione di Nadia Piva
Il padre e lo zio realizzano icone religiose decorate in oro, il figlio è fotografo. Larte ha fatto sempre un po parte della sua famiglia e scorre nelle sue vene. Nadia Piva abita a Stazzano e da qualche tempo la sua passione principale consiste nella creazione di bambole reborn, in inglese reborn dolls
Il padre e lo zio realizzano icone religiose decorate in oro, il figlio è fotografo. L?arte ha fatto sempre un po? parte della sua famiglia e scorre nelle sue vene. Nadia Piva abita a Stazzano e da qualche tempo la sua passione principale consiste nella creazione di bambole reborn, in inglese reborn dolls
STAZZANO – Il padre e lo zio realizzano icone religiose decorate in oro, il figlio è fotografo. L’arte ha fatto sempre un po’ parte della sua famiglia e scorre nelle sue vene. Nadia Piva abita a Stazzano e da qualche tempo la sua passione principale consiste nella creazione di bambole reborn, in inglese reborn dolls. Per iniziare a creare, si parte dalla base, quindi dal kit. “La maggior parte dei kit vengono creati all’estero, da artisti che lavorano in America, dove il reborn è nato una ventina di anni fa – spiega Nadia con precisione – I bambolai che riparavano le bambole volevano realizzare prodotti sempre più realistici, per cui hanno iniziato a disassemblare quelle esistenti e ricostruirle aggiungendo man mano pieghette della pelle, vene, lunette delle unghie e altri significativi dettagli. Andando avanti con gli anni sono stati creati i kit, creando una categoria a parte, quella delle new reborn“. I kit, costituiti da testa, gambe e braccia, sono privi di qualsiasi colore e servono per avere una base da cui partire per la creazione.
“La mia passione è nata quasi per caso – racconta ancora Nadia, che di professione fa l’insegnante di nuoto – ho visto alcune bambole reborn e me sono innamorata. Poi ho preso una bambola vecchia, destinata all’oblio, e le ho dato nuova vita. Ho proseguito poi anche con questa tecnica perché mi piace l’idea di poterle curare. A volte penso alla proprietaria, a cosa penserebbe se sapesse che me ne sto prendendo cura”.
Cura è la parola giusta ed è la prima che affiora alla mente quando si mette piede in casa di Nadia e si vede con i propri occhi l’attenzione estrema che presta alle sue bambole e ai loro magnifici dettagli. “Il materiale dei kit è vinile, poi lo dipingo utilizzando colori acrilici, applicando diversi strati. Il colore va poi lasciato assorbire, così non si vedono i diversi passaggi fatti. Ci sono poi da creare i vestitini, da riempire con cotone sterilizzato e palline di vetro sottilissime”. Le bambole infatti pesano proprio come un neonato e vanno quindi dai due ai tre chilogrammi.
Si passa poi a occhi e capelli. I primi sono in vetro oppure dipinti, mentre i capelli, che richiedono una lavorazione accurata che può durare anche una settimana, vengono applicati a uno a uno con un ago simile a quelli utilizzati per la lana. “Io uso il mohair oppure l’alpaca, materiali pregiati che hanno un’ottima resa, lasciando capelli lucidi. Dedico molto tempo ai capelli anche perché bisogna donare una forma all’intera capigliatura”.
Nadia gestisce anche due pagine Facebook, “Nel nido delle cicogne” e “La piccola clinica reborn”, sulle quali mostra i suoi lavori. “Lo faccio per passione – confessa – cercando sempre di migliorare, informarmi, leggere, sperimentare nuove tecniche. Cerco di imparare dalle altre reborner. Così facendo, la mia passione aumenta e io mi metto sempre alla prova”.