Sculture e quadri, in mostra l’arte di Astrid Fremin
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Elena Carrea - redazione@ilnovese.info  
18 Dicembre 2014
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Sculture e quadri, in mostra l’arte di Astrid Fremin

Da un faccia a faccia diretto e assai laborioso con la materia si articola la ricerca dell’artista Astrid Fremin e, nonostante la sua personale allestita presso la galleria gaviese Spazio Arte raccolga anche molti lavori pittorici, di matrice concettuale, il titolo “Sculture”, inquadra il respiro espressivo della sua opera

Da un faccia a faccia diretto e assai laborioso con la materia si articola la ricerca dell’artista Astrid Fremin e, nonostante la sua personale allestita presso la galleria gaviese Spazio Arte raccolga anche molti lavori pittorici, di matrice concettuale, il titolo “Sculture”, inquadra il respiro espressivo della sua opera

GAVI – Da un faccia a faccia diretto e assai laborioso con la materia si articola la ricerca dell’artista Astrid Fremin e, nonostante la sua personale allestita presso la galleria gaviese Spazio Arte raccolga anche molti lavori pittorici, di matrice concettuale, il titolo “Sculture”, che appunto fa riferimento a tale studio, inquadra il respiro espressivo della sua opera.

Astrid Fremin, nota in ambito internazionale, nasce artisticamente proprio come scultrice e la scultura resta il suo linguaggio prevalente. Nata in Normandia, laureata in Storia dell’Arte al Louvre di Parigi, è a New York che l’artista, oggi residente a Castelletto Stura (Cuneo), si scopre scultrice.

Scolpire è confrontarsi con una materia dura da cui plasmare una forma, l’impegno su di una resistenza fisica, la ricerca di un corpo per un’idea e questo processo creativo è altresì alla base della sua attività con tele e colori. L’opera non è mimetica del reale ma, come si legge nella sua presentazione, sposta il dialogo con l’osservatore dal piano visivo agli altri sensi, soprattutto il tatto, lavorando “sulla nozione del tempo, sulla ricerca di archetipi inconsci e sulla dimensione dell’arte come consapevolezza di essere al mondo”.

Sia le sculture che i quadri, in questo senso, sono concreta presenza nello spazio. La tecnica mista di quest’ultimi, infatti, è costituita dal compenetrarsi di macramè in corda, tela grezza, legno che confina o sostiene ragnatele di spago e colore in monocromie di tonalità naturali su cui passano sfumature o tracce di segni. Dominano i toni acquei di spazi marini, marca di profondità interiori, i quali appaiono però calorosi, non freddi, anch’essi, come i corpi solidi eppur leggeri in marmo o pietra, tesi alla ricerca di un’interazione, di un contatto con il pubblico.

In Corte Zerbo, fino all’11 gennaio. Orari: da giovedì a domenica, dalle 16.00 alle 19.00. Chiuso 25 e 26 dicembre, 1° e 6 gennaio. Ingresso libero.

 

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