Novese-Genoa, calcio d’altri tempi
Cera molta poesia nellamichevole che la Novese ha sostenuto ieri pomeriggio in casa contro il Genoa. Nel frenetico calcio idi oggi, capita sempre più raramente che un club di serie A decida di spostarsi dal suo centro sportivo per la partitella infrasettimanale: lo ha fatto il Genoa che ha accettato martedì mattina linvito dei biancocelesti.
C?era molta poesia nell?amichevole che la Novese ha sostenuto ieri pomeriggio in casa contro il Genoa. Nel frenetico calcio idi oggi, capita sempre più raramente che un club di serie A decida di spostarsi dal suo centro sportivo per la partitella infrasettimanale: lo ha fatto il Genoa che ha accettato martedì mattina l?invito dei biancocelesti.
NOVI LIGURE – C’era molta poesia nell’amichevole che la Novese ha sostenuto ieri pomeriggio in casa contro il Genoa. Nel frenetico calcio di oggi, capita sempre più raramente che un club di serie A decida di spostarsi dal suo centro sportivo per la partitella infrasettimanale: lo ha fatto il Genoa che ha accettato martedì mattina l’invito dei biancocelesti che hanno offerto ai rossoblù un campo in erba in buone condizioni, tanto entusiasmo e la dimostrazione di sapere organizzare un evento in meno di 24 ore.
Alla fine, gli unici assenti erano i tifosi giustificati per la giornata lavorativa. Per il resto assistere all’amichevole ha significato molto più per il “quadretto” che ne usciva che per l’aspetto meramente sportivo: i numeri dicono 2-0 per il Genoa con reti del neo acquisto Tino Costa e della promessa Sturaro ma gli uomini di Gasperini erano anche i vari Roncaglia, Antonini, Kucka, Fetfatzidis, tutti elementi di caratura internazionale al pari del talentino Perotti. Vedere invece i racchetta palle in fila per l’immancabile autografo dei loro idoli, qualche fotografo di agenzie nazionali ai bordi del campo o assistere alla classica foto ricordo dei giocatori nel pre partita ha riportato alla mente le amichevoli di quasi 30 anni fa quando era normale per Juventus, Inter, Genoa, Torino o Sampdoria allestire un’amichevole infrasettimanale nei loro “feudi” del tifo. Un calcio di altri tempi, forse superato ma che in termini di sentimento non ha paragoni rispetto al football odierno, tutto frenetico e coi tempi predefiniti.