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Bocchetta, progetto alternativo per la riapertura “ma vengano rispettati i divieti”
Potrebbe riaprire entro la fine di febbraio la strada della Bocchetta, il tratto di strada provinciale tra Voltaggio e Fraconalto, chiuso per frana dallo scorso novembre. C'è un progetto "di minima" alternativo, che costerebbe circa 35 mila euro. La Provincia si impegna a reperire i fondi nel breve periodo ma chiede "che vengano rispettati i divieti di transito attuali". Riposizionate le barriere
Potrebbe riaprire entro la fine di febbraio la strada ?della Bocchetta?, il tratto di strada provinciale tra Voltaggio e Fraconalto, chiuso per frana dallo scorso novembre. C'è un progetto "di minima" alternativo, che costerebbe circa 35 mila euro. La Provincia si impegna a reperire i fondi nel breve periodo ma chiede "che vengano rispettati i divieti di transito attuali". Riposizionate le barriere
VOLTAGGIO – Potrebbe riaprire entro la fine di febbraio la strada “della Bocchetta”, il tratto di strada provinciale tra Voltaggio e Fraconalto, chiuso per frana dallo scorso novembre. E’ quanto è emerso l’altro giorno da un incontro la il presidente della Provincia Rita Rossa, i tecnici del settore viabilità e i sindaci dei due centri. La Provincia pone però una “condizione”: che non ci siano altri tentativi di rimuovere le barriere. “La riapertura forzata della strada, da parte di ignoti, è un fatto gravissimo, che ha messo a repentaglio la sicurezza di chi l’ha percorsa ed ha persino peggiorato lo stato della frana”, spiega il dirigente del settore.
Nelle scorse settimane, infatti, ignoti erano intervenuti, probabilmente con dei mezzi meccanici, per rimuovere le barriere e la terra franata. Un intervento che è valsa una denuncia.
Il presidente Rossa, per evitare nuovi episodi “fai da te” ha persino preso contatto con il Prefetto per chiedere una maggiore sorveglianza del tratto stradale.
“Comprendiamo l’esasperazione dei fruitori della strada, ma non si possono ignorare i divieti mettendo a repentaglio la sicurezza di altri che,magari, non sono a consocenza delle motivazioni alla base della chiusura. Quella strada è pericolosa così come è attualmente – dicono dalla Provincia – Non ce ne siamo dimenticati ma la nostra priorità, nell’immediato, è stata quella di garantire i collegamenti con il fondo valle, Gavi, Serravalle e Arquata. Per flusso di traffico la Bocchetta non è prioritaria”.
Prendono le distanze dalla rimozione delle barriere, che sono state riposizionate ieri per la terza volta, i sindaci di Voltaggio e Fraconalto: “non abbiamo mai condiviso l’azione di chi ha riaperto la strada forzatamente, ignorando l’ordinanza della Provincia”, dice il sindaco di Voltaggio Michele Bisio.
Accolta, in ogni caso, positivamente la proposta dell’intervento di messa insicurezza minima. Costerebbe tra i 30 e i 35 mila euro e quindici giorni di lavoro. C’è l’impegno da parte della Provincia a reperire in tempi rapidi i fondi. “Ovviamente abbiamo fatto richiesta in Regione per finanziare il progetto definitivo che si aggira sui 500 mila euro. Siamo in attesa di capire quanti fondi saranno disponibili dal decreto sullo stato di calamità”. La riapertura, in ogni caso, conl’intervento diminima, sarebbe soppoposto a limitazioni di carreggiata, con senso unico alternato, e di peso.
“La riunione si è conclusa a nostro avviso positivamente, in quanto la Provincia ha comunicato che entro 15/20 giorni potrà sapere se potrà disporre dei 35mila euro necessari per un intervento di minima, provvisorio ma in piena sicurezza. Se così sarà, come tutti auspichiamo, i lavori potrebbero concludersi a metà febbraio e l’opera dovrebbe avere queste caratteristiche: strada, nel tratto della frana, a senso unico alternato a vista; larghezza del tratto metri 2,50; portata massima consentita 3,5 tonnellate. A questo punto il nostro impegno nella raccolta di firme può essere sospeso”, commenta Giuseppe Benasso, capogruppo di minoranza a Voltaggio.