“Fatture non pagate”, i camionisti bloccano l’Ilva
L'associazione di categoria degli autotrasportatori fa sapere che "è stato disatteso totalmente laccordo in base al quale sarebbero stati saldati entro il 15 gennaio scorso gli arretrati alle imprese novesi. Imprese che non percepiscono pagamenti dallaprile del 2014
L'associazione di categoria degli autotrasportatori fa sapere che "è stato disatteso totalmente l?accordo in base al quale sarebbero stati saldati entro il 15 gennaio scorso gli arretrati alle imprese novesi. Imprese che non percepiscono pagamenti dall?aprile del 2014?
NOVI LIGURE – Solo un “acconto irrisorio” rispetto a quanto promesso: e così alcune aziende di autotrasporto che lavorano per l’Ilva di Novi Ligure e che da mesi non percepiscono il saldo delle fatture ieri mattina – lunedì 19 gennaio – hanno organizzato un blocco davanti ai cancelli dello stabilimento di strada Boscomarengo, impedendo ai camion di entrare o uscire.
Il presidio di autotrasportatori – aderenti a Trasportounito – ha bloccato i cancelli della fabbrica per protestare “contro il mancato rispetto degli impegni assunti dalla gestione commissariale del gruppo siderurgico in merito al pagamento delle spettanze arretrate per i servizi di trasporto”.
A renderlo noto è la stessa associazione Trasportounito attraverso un comunicato, in cui spiega che “è stato disatteso totalmente l’accordo in base al quale sarebbero state saldate entro il 15 gennaio scorso le competenze sugli arretrati alle imprese di autotrasporto di Novi Ligure. Imprese che non percepiscono pagamenti dall’aprile del 2014”.
Alla manifestazione di protesta a Novi, secondo l’associazione, ha aderito più del 70 per cento delle aziende che lavorano per Ilva. I manifestanti hanno bloccato sia le merci in entrata sia quelle in uscita, ma i disagi alla circolazione sono stati limitati: molti camionisti infatti erano al corrente dell’intenzione di attuare il presidio e dunque non si sono messi in strada.
Già lo scorso 15 dicembre c’era stato un blocco simile, sempre da parte di Trasportounito e in particolare delle quattro aziende novesi che vantano i maggiori crediti nei confronti dell’Ilva. La situazione si era risolto con l’accordo che prevedeva il pagamento entro il 15 gennaio. Ieri, anche gli imprenditori dell’indotto di Taranto hanno manifestato in piazza Montecitorio a Roma, chiedendo il pagamento di quanto loro dovuto da parte dell’azienda. Il prossimo 26 gennaio, a Milano, presso la sede amministrativa dell’Ilva, è previsto un nuovo incontro tra i rappresentanti degli autotrasportatori e i vertici del gruppo siderurgico.