Mohamed: “Molti combattono in nome di Dio, ma non lo conoscono veramente”
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Lorenzo Rabbia - redazione@ilnovese.info  
26 Gennaio 2015
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Mohamed: “Molti combattono in nome di Dio, ma non lo conoscono veramente”

Mohamed Amine Bour è un ragazzo di 18 anni della 5ªD del Liceo Scientifico di Novi. È nato in Marocco, ma vive in Italia da circa otto anni. Con lui, giovane musulmano occidentale, abbiamo commentato i recenti fatti di Parigi, che dimostrano, a suo parere, la miopia di una frangia islamica che interpreta male e strumentalizza le parole del Corano.

Mohamed Amine Bour è un ragazzo di 18 anni della 5ªD del Liceo Scientifico di Novi. È nato in Marocco, ma vive in Italia da circa otto anni. Con lui, giovane musulmano occidentale, abbiamo commentato i recenti fatti di Parigi, che dimostrano, a suo parere, la miopia di una frangia islamica che interpreta male e strumentalizza le parole del Corano.

NOVI LIGURE – Mohamed Amine Bour è un ragazzo di 18 anni della 5ªD del Liceo Scientifico di Novi. È nato in Marocco, ma vive in Italia da circa otto anni. Con lui, giovane musulmano occidentale, abbiamo commentato i recenti fatti di Parigi, che dimostrano, a suo parere, la miopia di una frangia islamica che interpreta male e strumentalizza le parole del Corano.

— Cosa ne pensi delle vignette del Charlie Hebdo?
Penso che abbia superato la libertà di espressione, perché la libertà non è insultare un’intera religione.

— Qual è la tua opinione sulla manifestazione di Parigi a cui hanno partecipato anche molti musulmani?
Quello che hanno fatto i terroristi non c’entra niente con l’Islam, perché la mia religione non dice di uccidere nel nome di Dio, non dice di uccidere innocenti. È giusto che ci sia stata la manifestazione, ma non sto né dalla parte dei terroristi né dalla parte dei giornalisti del Charlie Hebdo.

— Molti giornalisti hanno paragonato l’attentato al Charlie Hebdo con quello alle Torri Gemelle. Secondo te c’è effettivamente qualche similitudine?

Direi che siano entrambi fatti che non c’entrano niente con l’Islam: molti combattono in nome di Dio ma non lo conoscono veramente.

— Secondo te ha una voce l’Islam “moderato” o si lascia sovrastare dall’Islam “estremo”?
Innanzi tutto non esistono musulmani moderati e musulmani estremi: esiste un unico Islam che è quello da seguire, l’Islam che insegna la pace e insegna l’amore, non l’Islam che insegna a uccidere. Non esiste l’Islam estremo perché la parola di Dio è unica ed è quella da seguire. Poi c’è chi la interpreta male e chi la segue bene. Il Corano dice: “Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla Terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”. Noi musulmani siamo i primi a condannare il terrorismo, siamo i primi a esserne danneggiati.

— Il filosofo Massimo Cacciari ritiene che per evitare lo scontro tra civiltà ci voglia maggiore integrazione nei confronti dei musulmani, mentre il leader della Lega Nord Matteo Salvini da sempre sostiene l’inadeguatezza dell’integrazione. Tu quale pensi che debba essere l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti dei musulmani?
Penso che l’Occidente debba conoscere i musulmani prima di giudicarli. Io, da musulmano, penso di non aver mai dato fastidio a qualcuno. Salvini cerca in ogni modo di accusare gli immigrati e i musulmani, ma sbaglia.

— E come pensi che si comporti il Governo italiano nei confronti degli immigrati?
Secondo me in Italia c’è libertà di culto e di praticare la propria religione. Dopo l’attentato al Charlie Hebdo, però, ho visto che molte città hanno proibito di costruire moschee e secondo me è una scelta sbagliata. A Casablanca, in Marocco, ci sono bellissime chiese e cattedrali cattoliche, mentre in Italia ci sono davvero poche moschee.

— Invece tu, personalmente, cosa senti intorno a te? Razzismo o integrazione?
Sinceramente non ho mai avuto difficoltà, né nell’ambiente in cui vivo né a scuola. Non ho mai subito atteggiamenti discriminatori nei miei confronti.
 

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