Abitanti in calo: la fotografia di una città che invecchia
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
4 Febbraio 2015
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Abitanti in calo: la fotografia di una città che invecchia

Calano ancora gli abitanti di Novi Ligure, dove però si “invecchia bene”: sono 14, infatti, i novesi che hanno passato il secolo di vita, quasi tutte donne. E sono sempre le donne a imporsi quanto a numero di residenti: le esponenti del gentil sesso sono infatti 1.400 in più dei maschietti

Calano ancora gli abitanti di Novi Ligure, dove però si ?invecchia bene?: sono 14, infatti, i novesi che hanno passato il secolo di vita, quasi tutte donne. E sono sempre le donne a imporsi quanto a numero di residenti: le esponenti del gentil sesso sono infatti 1.400 in più dei maschietti

NOVI LIGURE – Calano ancora gli abitanti di Novi Ligure, dove però si “invecchia bene”: sono 14, infatti, i novesi che hanno passato il secolo di vita, quasi tutte donne. E sono sempre le donne a imporsi quanto a numero di residenti: le esponenti del gentil sesso sono infatti 1.400 in più dei maschietti.

I dati ufficiali elaborati dall’ufficio Anagrafe del Comune attestano che i residenti al 31 dicembre scorso sono 28.310 unità, 158 in meno rispetto al 2013 (28.468). Il calo prosegue ormai da qualche anno: nel 2012 gli abitanti erano 28.648, e nel 2011 28.744. Il totale della popolazione residente risulta oggi composto da 13.437 maschi e da 14.873 femmine. Il numero dei nuclei familiari è di 13.362, mentre lo scorso anno arrivava a quota 13.503 (141 famiglie in meno).

Il leggero valore positivo (+32 unità), del saldo migratorio (differenza tra iscritti e cancellati) compensa, in parte, il valore negativo del saldo naturale (la differenza tra nati e morti) che si attesta a –190 unità. I nati nel 2014, infatti, sono stati 179 (97 maschi e 82 femmine), mentre i decessi 369 (183 maschi, 186 femmine).
Insomma, l’impressione è quella di una città che invecchia e che non riesce ad attrarre nuovi residenti, come invece accadeva in passato. Una situazione che potrebbe essere frutto della crisi, con le famiglie – soprattutto straniere – che preferiscono trasferirsi in zone e città dove è più facile trovare lavoro.

Non è un caso, forse, che la popolazione straniera rimanga praticamente stabile, attestandosi a 3.580 unità, appena 3 in più rispetto al 2013, quando erano 3.577. In virtù della diminuzione della popolazione totale, è cresciuto il rapporto tra i cittadini stranieri e gli italiani: ora è del 12,65 per cento, mentre nel 2013 era del 12,56 per cento. Le comunità rumena e albanese sono le più numerose (767 unità la prima, 747 la seconda), segue l’Ecuador (566), il Marocco (542) la Cina (118) e la Repubblica di Macedonia (71). Delle 13.362 famiglie totali, 1.227 hanno un intestatario straniero.

Tra le curiosità, è interessante il numero degli ultracentenari registrati all’anagrafe cittadina: alla fine dell’anno scorso se ne contano 14 (erano 21 alla fine del 2013), di questi ben 13 sono donne e solo uno è di sesso maschile. Le più anziane in assoluto sono due donne nate nel 1910.
 

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