Uffici postali chiusi dal 13 aprile, sindaci pronti alla mobilitazione
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
13 Febbraio 2015
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Uffici postali chiusi dal 13 aprile, sindaci pronti alla mobilitazione

Sono destinati a chiudere il 13 aprile gli uffici postali di Castelferro e Pollastra (Bosco Marengo), insieme a quelli di Pozzengo (Mombello Monferrato), San Martino (Rosignano Monferrato) e Alluvioni Cambiò. Questa sera il sindaco di Predosa Giancarlo Rapetti ha convocato gli abitanti

Sono destinati a chiudere il 13 aprile gli uffici postali di Castelferro e Pollastra (Bosco Marengo), insieme a quelli di Pozzengo (Mombello Monferrato), San Martino (Rosignano Monferrato) e Alluvioni Cambiò. Questa sera il sindaco di Predosa Giancarlo Rapetti ha convocato gli abitanti

ECONOMIA E LAVORO – Sono destinati a chiudere il 13 aprile gli uffici postali di Castelferro (Predosa) e Pollastra (Bosco Marengo), insieme a quelli di Pozzengo (Mombello Monferrato), San Martino (Rosignano Monferrato) e Alluvioni Cambiò. Altri 24 uffici subiranno invece una riduzione negli orari di apertura. Le amministrazioni comunali hanno ricevuto dalle Poste la comunicazione ufficiale e ora si preparano alle prime azioni di lotta.

Questa sera, venerdì 13 febbraio, il sindaco di Predosa Giancarlo Rapetti ha convocato gli abitanti alle 21.00, presso la palestra delle ex scuole di Castelferro, per fare il punto della situazione e illustrare alla popolazione l’impegno dell’amministrazione comunale a difesa dell’ufficio postale.

In Regione, il consigliere Pd Valter Ottria è il primo firmatario di un ordine del giorno che impegna la giunta Chiamparino a chiedere al ministero del Tesoro di riesaminare il piano di razionalizzazione degli uffici postali. Il governatore del Piemonte ha già scritto una lettera alla presidente del consiglio di amministrazione di Poste Italiane Luisa Todini, e all’amministratore delegato Francesco Caio, con la quale richiede l’avvio di un immediato tavolo di confronto.

In Senato e alla Camera sono state depositate numerose interrogazioni per chiedere al Governo di intervenire sul taglio agli uffici postali. Tra queste anche quelle firmate dai parlamentari alessandrini Daniele Borioli e Cristina Bargero e dirette al ministro delle Comunicazioni e al ministro dello Sviluppo economico.

L’intervento si prefigge, da un lato l’obiettivo di verificare se l’intervento di riorganizzazione sia coerente con il Decreto Scaiola del 2008, che fissa i criteri attualmente vigenti per distribuzione degli uffici postali sul territorio nazionale; dall’altro di sollecitare il Governo con eventuali misure correttive, laddove l’applicazione dei criteri possa ledere il carattere “universale” del servizio postale. Un’analoga interrogazione è stata presentata dal deputato della Lega Nord Roberto Simonetti.

Anche il senatore Federico Fornaro, componente della commissione Finanze in quota Pd, ha protestato in quanto “l’annunciato piano di razionalizzazione degli uffici postali deve essere oggetto di un confronto con i sindaci interessati alla ricerca di soluzioni alternative alla cessazione di un servizio di fondamentale importanza nella vita quotidiana, in particolare delle persone più anziane”.

Il deputato Fabio Lavagno (Pd) si è interessato alla questione presentando un’interrogazione parlamentare “per chiedere al Governo di assicurare che Poste Italiane eroghi un servizio puntuale ai cittadini, chiedendo di convocare un tavolo istituzionale con Poste Italiane e i rappresentanti dei lavoratori, al fine di valutare soluzioni occupazionali alternative per coloro che sono coinvolti nel piano di riorganizzazione presentato”.

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