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Una petizione per sistemare la visione dei canali Rai
Gli abitanti di Gavi si sentono stufi e presi in giro. Il livello di sopportazione è arrivato ai minimi storici, tanto che hanno formato un comitato che, con l'aiuto della sezione locale del Partito Democratico, sta raccogliendo firme. Causa della protesta è il digitale terrestre e il conflittuale - a dir poco - rapporto con la visione dei canali Rai
Gli abitanti di Gavi si sentono stufi e presi in giro. Il livello di sopportazione è arrivato ai minimi storici, tanto che hanno formato un comitato che, con l'aiuto della sezione locale del Partito Democratico, sta raccogliendo firme. Causa della protesta è il digitale terrestre e il conflittuale - a dir poco - rapporto con la visione dei canali Rai
GAVI – Gli abitanti di Gavi si sentono stufi e presi in giro. Il livello di sopportazione è arrivato ai minimi storici, tanto che hanno formato un comitato che, con l’aiuto della sezione locale del Partito Democratico, sta raccogliendo firme in piazza ogni domenica e nel corso della settimana. Causa della protesta è il digitale terrestre e il conflittuale – a dir poco – rapporto con la visione dei canali Rai.
“Ci sentiamo presi in giro – spiega la signora Francesca – proprio nel periodo in cui la Rai pensa bene di far passare uno spot pubblicitario in cui elenca trionfalmente le ore di programmazione e i contenuti trasmessi. Tutte cose che noi non possiamo vedere, nonostante il pagamento puntuale del canone. Vediamo solo Rai Uno, Rai Due e Rai Tre. La situazione peggiora se nevica o piove: basta davvero poco e spariscono anche quelli, con buona pace delle persone che vorrebbero passare una serata a godersi un film o la propria trasmissione televisiva preferita”. Tutto regolare invece per quel che riguarda i canali di altre emittenti private. Solo la Rai ha problemi in tutta Gavi e ormai da anni. Gli stessi problemi vengono segnalati anche dagli abitanti di Novi Ligure e Serravalle Scrivia.
I firmatari della petizione, che verrà inviata alla sede torinese dell’emittente nazionale, chiedono alla Rai di intervenire sull’antenna posta sulla collina del santuario della Madonna della Guardia.