Alluvione, Comune in attesa dello studio sulla 35 ter
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
17 Febbraio 2015
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Alluvione, Comune in attesa dello studio sulla 35 ter

Lo scolmatore del rio Gazzo e i fossi adiacenti sono stati ripuliti dopo l’alluvione dell’ottobre scorso. Questo è il primo intervento dell’amministrazione comunale per scongiurare altri allagamenti del basso Pieve, la zona della città più colpita dalle piogge dell’autunno scorso. Ora Novi attende lo studio della Provincia e del Cociv relativo alla 35 ter, la superstrada che collega Novi a Serravalle, inaugurata nel gennaio 2014.

Lo scolmatore del rio Gazzo e i fossi adiacenti sono stati ripuliti dopo l?alluvione dell?ottobre scorso. Questo è il primo intervento dell?amministrazione comunale per scongiurare altri allagamenti del basso Pieve, la zona della città più colpita dalle piogge dell?autunno scorso. Ora Novi attende lo studio della Provincia e del Cociv relativo alla 35 ter, la superstrada che collega Novi a Serravalle, inaugurata nel gennaio 2014.

NOVI LIGURE – Lo scolmatore del rio Gazzo e i fossi adiacenti sono stati ripuliti dopo l’alluvione dell’ottobre scorso. Questo è il primo intervento dell’amministrazione comunale per scongiurare altri allagamenti del basso Pieve, la zona della città più colpita dalle piogge dell’autunno scorso. Ora Novi attende lo studio della Provincia e del Cociv relativo alla 35 ter, la superstrada che collega Novi a Serravalle, inaugurata nel gennaio 2014.

“Dai sopralluoghi che i tecnici del nostro ufficio sia durante l’alluvione sia nei giorni successivi – spiega l’ingegner Paolo Ravera, capo settore dei Lavori Pubblici e Urbanistica – abbiamo constatato che il diversore che è stato costruito nel basso Pieve nel 1990 non ha retto perché il rio Gazzo sta ricevendo molta più acqua che in passato e le tubazioni non sono più sufficienti”.
Secondo l’ingegner Ravera anche lo “scatolare” ovvero una sorta di vasca realizzata sotto la 35 ter non è adeguato. “Il rio va a riversarsi in questo scatolare e, a sua volta, l’acqua qui raccolta ha scaricato nei terreni circostanti ormai saturi allagando il basso Pieve in particolare strada Stradella”.

Ora per il Comune di Novi è fondamentale acquisire lo studio della Provincia e di Cociv per capire come si potrà procedere e che interventi saranno necessari. “Quanto è accaduto il 13 ottobre scorso – puntualizza Felicia Broda, assessore ai Lavori Pubblici – è stato un evento eccezionale e da questo non possiamo prescindere, è necessario, però, capire le dinamiche di quanto è accaduto per intervenire”.

Per il consigliere comunale Luigi Gambarotta (Movimento 5 stelle), componente della commissione consiliare lavori pubblici, “ci sono forti preoccupazioni per la situazione idrogeologica della zona. Non possiamo negare che la realizzazione della 35 ter ha creato dei problemi. Il Comune di Novi deve avere la capacità di contraddittorio nei confronti di Provincia e Cociv. Bisogna essere in grado di essere interlocutori critici”.
Su questa preoccupazione espressa dal consigliere Gambarotta, l’assessore Broda non ha dubbi: “L’atteggiamento del Comune è costruttivo, non passivo. Noi non abbiamo alcuna intenzione di sottometterci a quanto dicono Provincia e Cociv, i nostri tecnici sono assolutamente in grado di affrontare la situazione e conoscono bene le criticità del territorio”.

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