Diffamazione, condanna confermata per il vicesindaco
Condanna confermata anche in secondo grado per Franco Bisignano, vicesindaco di Arquata Scrivia, per laccusa di diffamazione nei confronti dellex primo cittadino (e attuale consigliere comunale) Maria Grazia Morando. Ma la vicenda giudiziaria non si chiuderà qui
Condanna confermata anche in secondo grado per Franco Bisignano, vicesindaco di Arquata Scrivia, per l?accusa di diffamazione nei confronti dell?ex primo cittadino (e attuale consigliere comunale) Maria Grazia Morando. Ma la vicenda giudiziaria non si chiuderà qui
ARQUATA SCRIVIA – Condanna confermata anche in secondo grado per Franco Bisignano, vicesindaco di Arquata Scrivia, per l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex primo cittadino (e attuale consigliere comunale) Maria Grazia Morando. I fatti risalgono al 2008, allorché Bisignano, in una lettera diretta al settimanale il novese, sosteneva di aver scoperto presunti atti illeciti della precedente amministrazione Morando, senza però indicarli.
Bisignano nel 2013 era stato condannato in primo grado dal tribunale di Cuneo a mille euro di multa, sentenza confermata anche in appello dai giudici di Torino. La questione giudiziaria però non si ferma qui, perché in sede civile dovranno essere quantificati i danni e perché il vicesindaco di Arquata ha annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione qualora ne esistano i presupposti.
Nel 2008, in risposta alla lettera firmata da Bisignano, Morando aveva sporto querela per diffamazione, mentre il vicesindaco aveva inviato un esposto alla Corte dei Conti sulle presunte irregolarità individuate. L’indagine dei magistrati contabili alla fine si era conclusa con il proscioglimento di Maria Grazia Morando (sindaco fino al 2006), con la condanna in primo grado del suo vice Roberto Tamburini (poi assolto in appello) e con la condanna di un tecnico comunale al pagamento di 57 mila euro su un danno erariale di 193 mila euro.
“Speravo di non dover arrivare fino in tribunale e ho anche tentato una conciliazione – ha detto Morando – La mia attività politica [all’epoca era vicepresidente della Provincia; ndr] è stata danneggiata da quelle vaghe affermazioni su ‘presunti illeciti’, nei confronti delle quali non ho potuto difendermi, come invece ho sempre fatto”.