Novi Nuoto e la passione che fece nascere il primo storico club
Quando a Novi non cera la piscina coperta, per praticare nuoto ci si arrangiava, per dirla alla Totò. In realtà il movimento natatorio novese è nato di pari passo con la costruzione della piscina scoperta nei primi anni Settanta quando un gruppo di appassionati genitori di ragazzi molto giovani diede impulso alla nascita della Novi Nuoto
Quando a Novi non c?era la piscina coperta, per praticare nuoto ci si arrangiava, per dirla alla Totò. In realtà il movimento natatorio novese è nato di pari passo con la costruzione della piscina scoperta nei primi anni Settanta quando un gruppo di appassionati genitori di ragazzi molto giovani diede impulso alla nascita della Novi Nuoto
NOVI LIGURE – Quando a Novi non c’era la piscina coperta, per praticare nuoto ci si arrangiava, per dirla alla Totò. In realtà il movimento natatorio novese è nato di pari passo con la costruzione della piscina scoperta nei primi anni Settanta quando un gruppo di appassionati genitori di ragazzi molto giovani diede impulso alla nascita della Novi Nuoto, il primo storico club natatorio cittadino: da allora, nel suo momento clou, Novi conobbe ben quattro team impegnati nell’attività legate alla piscina ma in inverno i problemi diventavano insormontabili perché senza impianto coperto l’attività era impossibile.
Lo racconta Giancarlo Bisio, una delle memorie storiche della Novi Nuoto di cui fu presidente anche per un biennio a fine anni Novanta: “Iniziammo per impulso dei soci fondatori come Miglietta o Gattavecchi e poco alla volta creammo un movimento che in estate permetteva ai ragazzi di Novi di imparare a nuotare in una piscina olimpionica. I corsi invernali arrivarono invece nei primi anni Ottanta. A Tortona costruirono la piscina di via Dellepiane, aperta ancora oggi e per noi fu quasi obbligatorio rivolgerci ai nostri “cugini” per permettere ai ragazzi di nuotare anche in inverno”.
Un problema logistico di non poco conto perché fra Novi e Tortona ci sono 15 chilometri ed era impensabile chiedere alle famiglie di accompagnare da Novi i loro figli. “Per questo – prosegue Bisio – organizzammo dei servizi bus che un paio di volte la settimana permettevano ai giovani sia dell’agonistica che dei corsi di nuotare. Il primo turno partiva alle 15 e mentre i primi nuotavano, il bus ripartiva in direzione Novi per prendere i giovani del secondo turno e riportare in città chi aveva finito nel primo turno. Un servizio che ci impegnava due giorni la settimana per tutto il periodo invernale”.
Un impegno logistico e organizzativo non da poco, con costi che lievitavano ma che comunque non impedivano alla Novi Nuoto di registrare quasi sempre il tutto esaurito, come sottolinea ancora Bisio: “Allora c’era un incredibile spirito di collaborazione e disponibilità verso il gruppo al punto che per un paio di anni organizzammo settimane da tre turni viste le tante richieste. I rapporti col Derthona Nuoto erano ottimi anche perché a fronte di un prezzo agevolato garantivamo alla loro piscina coperta un buon budget economico”.

Ancora Giancarlo Bisio ricorda il clima di quegli anni: “Eravamo un gruppo coeso e allegro ma in generale il clima dello sport era diverso rispetto al presente. Ho conosciuto tanta gente onesta, no invidiosa e disponibile al sacrificio e ancora oggi ci sono ragazzi che mi fermano ricordandomi quegli anni e quando capita ti fa piacere”.
Sul presente però Bisio non esprime opinioni: “Non conosco il gruppo che gestisce la piscina coperta. Quando la si progettò ci fu fatto capire dal Comune di Novi che la gestione sarebbe stata affidata a un gruppo privato. Noi eravamo fra i sostenitori della realizzazione di una struttura di quel genere in città avendo passato 10-12 anni a fare i “pendolari” fra Novi e Tortona”.