Autotrasporto, le proposte di Ilva non convincono tutti
Dopo il vertice con l'aziende, le grandi imprese di autotrasporto si sono dette disponibili a riprendere da venerdì le spedizioni dei prodotti siderurgici. Ma l'intesa raggiunta non soddisfa tutti, specialmente i piccoli autotrasportatori che rischiano di non farcela a ripartire.
Dopo il vertice con l'aziende, le grandi imprese di autotrasporto si sono dette disponibili a riprendere da venerdì le spedizioni dei prodotti siderurgici. Ma l'intesa raggiunta non soddisfa tutti, specialmente i piccoli autotrasportatori che rischiano di non farcela a ripartire.
ROMA – Procede a due velocità la protesta che vede coinvolte le aziende di autotrasporto che lavorano per l’Ilva e che da otto mesi non percepiscono il pagamento delle fatture. Ieri pomeriggio, mercoledì 25 febbraio, i commissari dell’Ilva hanno incontrato a Roma i rappresentanti delle organizzazioni di categoria Anita, Unatras e Fisi e hanno raggiunto un’intesa. Queste organizzazioni si sono impegnate da domani, venerdì 27, a riprendere le spedizioni dei prodotti siderurgici bloccate da ormai cinque settimane nei vari stabilimenti del gruppo.
Tutto risolto, quindi? Niente affatto. Ci sono ancora molte resistenze, specialmente da parte delle piccole aziende, come quelle novesi, che non possono ripartire senza il pagamento degli arretrati. Pagamento che, per ora, è ancora lontano. Oggi, ad esempio, ci sarà un ulteriore incontro tra l’Ilva e gli autotrasportatori tarantini. Ed è da questo passaggio che dipende la tenuta dell’accordo raggiunto ieri. Per ora, il presidio dei camionisti davanti allo stabilimento di strada Boscomarengo rimane.
Nel vertice di Roma, l’Ilva si è impegnata a versare – per i viaggi futuri – in anticipo l’80 per cento delle fatture e il restante 20 a saldo. Il primo anticipo verrà erogato il 15 marzo prossimo. Questo meccanismo varrà sino a fine agosto. I criteri saranno ancorati sia al fatturato delle imprese che ai piani di consegna dei prodotti da parte dell’Ilva.
Invece per i crediti pregressi, quelli maturati prima che l’Ilva venisse posta in amministrazione straordinaria (21 gennaio scorso), i commissari si sono impegnati a proporre al giudice delegato del Tribunale di Milano la possibilità di pagare a rate tutte le imprese. Il decreto legge sull’Ilva prevede infatti la prededucibilità per tutte le imprese impegnate in lavori con l’Ilva, siano essi di carattere ambientale o funzionali alla continuità produttiva.
Oggi intanto il decreto dovrebbe ricevere l’approvazione della Camera: è l’ultimo passaggio prima della conversione in legge. Il Governo, come ha già fatto al Senato che ha votato la scorsa settimana, porrà la fiducia. La conversione deve avvenire entro il 6 marzo, pena la decadenza del decreto.