L’Anpi contro i pericoli  dell'”Italicum”
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Gianni Malfettani - redazione@ilnovese.info  
26 Febbraio 2015
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L’Anpi contro i pericoli dell'”Italicum”

Riceviam e pubblichiamo la lettera di Gianni Malfettani, vicepresidente dell'Anpi di Novi Ligure, in merito al progetto di riforma del Senato e alla legge elettorale approvata dalla Camera. "C'è una parte d'Italia alla quale l'Italicum e la riforma del Senato proprio non piacciono", scrive Malfettani

Riceviam e pubblichiamo la lettera di Gianni Malfettani, vicepresidente dell'Anpi di Novi Ligure, in merito al progetto di riforma del Senato e alla legge elettorale approvata dalla Camera. "C'è una parte d'Italia alla quale l'Italicum e la riforma del Senato proprio non piacciono", scrive Malfettani

NOVI LIGURE – Nell’aprile 2014 l’Anpi promosse una manifestazione al teatro Eliseo di Roma col titolo “Una questione democratica”, riferendosi al progetto di riforma del Senato ed alla legge elettorale da poco approvata dalla Camera. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti ma è necessario ribadire con forza che, se passeranno i provvedimenti in questione (pur non in via definitiva), si realizzerà un vero e proprio strappo del nostro sistema democratico.

C’è una parte d’Italia alla quale l’Italicum e la riforma del Senato proprio non piacciono. E’ composto da sigle come Anpi, Arci, Libertà e Giustizia, Uisp e Ars. Si sono date tutte appuntamento sabato scorso per l’incontro intitolato “Legge elettorale e riforma del Senato, era (ed è) una questione democratica”, svoltosi a Torino, al quale ha aderito anche la Cgil. Alla partecipata iniziativa sono intervenuti il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Carlo Smuraglia e il difensore civico della Regione Antonio Caputo, con il coordinamento del presidente di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti.

Una legge elettorale che consente di formare una Camera con quasi i due terzi di “nominati” non restituisce la parola ai cittadini né garantisce la rappresentanza piena cui hanno diritto per norme costituzionali. Quanto al Senato, l’esercizio della sovranità popolare presuppone una vera rappresentanza dei cittadini fondata su una vera elettività. Togliere di mezzo una delle Camere previste dalla Costituzione significa incidere fortemente sia sul sistema della rappresentanza sia su quel contesto di poteri e contro poteri che è necessario in ogni Paese democratico. Ecco perchè le riforme strutturali del Governo Renzi sono uno strappo del nostro sistema democratico.

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