Legge 106, è tempo di decidere
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
26 Febbraio 2015
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Legge 106, è tempo di decidere

Aree urbane degradate, edifici in stato di abbandono, queste situazioni presenti in città, a breve, potranno essere risanate grazie alla legge nazionale 106 del 2011 che permette, da parte dei privati, di edificare in deroga. Sarà il consiglio comunale a deliberare in quali termini e modalità adottare la nuova normativa.

Aree urbane degradate, edifici in stato di abbandono, queste situazioni presenti in città, a breve, potranno essere risanate grazie alla legge nazionale 106 del 2011 che permette, da parte dei privati, di edificare in deroga. Sarà il consiglio comunale a deliberare in quali termini e modalità adottare la nuova normativa.

NOVI LIGURE – Aree urbane degradate, edifici in stato di abbandono, queste situazioni presenti in città, a breve, potranno essere risanate grazie alla legge nazionale 106 del 2011 che permette, da parte dei privati, di edificare in deroga. Sarà il consiglio comunale a deliberare in quali termini e modalità adottare la nuova normativa. “Si tratta di una legge con forti innovazioni – dice l’assessore all’Urbanistica, Maria Rosa Serra – ma che ha in sé anche forti dubbi interpretativi”.

Sono già una decina le domande di imprenditori e di privati giunte in Comune che chiedono di poter intervenire su immobili per cambio di destinazione in uso, per ristrutturazione o per ampliamenti. Rispetto ad altre regioni italiane, Torino non ha legiferato in merito entro i 120 giorni dall’emanazione della nuova legge, questo ha fatto si che ora spetti ai Comuni di definire un metodo attuativo della norma in territorio comunale. “Le disposizioni nazionali – continua Serra – sono operative. Questa legge è nata con uno scopo economico cioè quello di incentivare l’edilizia e anche per evitare ulteriore utilizzo del suolo”.

Infatti, la legge riguarda la riqualificazione di aree degradate o interventi su edifici in via di dismissione o abbandonati. È possibile anche una dislocazione delle cubature con interventi di demolizione e ricostruzione con un premio volumetrico (più 20% per uso residenziale, più 10% per altro uso).
“È bene ricordare – sottolinea Serra – che la “106” non si applica a qualsiasi costruzione”. Gli uffici tecnici con la commissione edilizia stanno predisponendo una serie di linee guida che dovranno essere sottoposte all’approvazione del consiglio comunale.

Della “106” si è parlato nella commissione consiliare della settimana scorsa. Al termine dell’illustrazione da parte dell’assessore Maria Rosa Serra, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabrizio Gallo ha posto l’attenzione sul fatto che “stiamo parlando di permessi in deroga, ciò significa che non dovranno pervenire in Comune decine e decine di domande. A mio avviso deve esserci una ‘scrematura a monte’ e questo, secondo me, è possibile solamente se si mettono “paletti” ben definiti e chiari così che questa norma non divenga una “scappatoia” per ottenere qualsiasi permesso edilizio”.
Per il consigliere comunale Costanzo Cuccuru (Forza Italia) prima della delibera del consiglio comunale “è opportuno che l’amministrazione comunale si confronti con i professionisti novesi, con gli operatori economici, con tutti i soggetti interessati così da avere una visione chiara della situazione attuale in città e di come la 106 possa aiutare l’economia cittadina”.

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