Varianti urbanistiche e legge 106, confronto all’interno del Pd
Presto il consiglio comunale di Novi dovrà decidere in merito alle richieste di varianti urbanistiche presentate ai sensi della legge 106. Una patata bollente in mano ai consiglieri, più che al nuovo assessore allurbanistica Maria Rosa Serra. La legge infatti prevede che la decisione non spetti alla giunta comunale, ma ai consiglieri
Presto il consiglio comunale di Novi dovrà decidere in merito alle richieste di varianti urbanistiche presentate ai sensi della legge 106. Una patata bollente in mano ai consiglieri, più che al nuovo assessore all?urbanistica Maria Rosa Serra. La legge infatti prevede che la decisione non spetti alla giunta comunale, ma ai consiglieri
NOVI LIGURE – Presto il consiglio comunale di Novi dovrà decidere in merito alle richieste di varianti urbanistiche presentate ai sensi della legge 106. Una patata bollente in mano ai consiglieri, più che al nuovo assessore all’urbanistica Maria Rosa Serra. La legge infatti prevede che la decisione non spetti alla giunta comunale, ma ai consiglieri. Le richieste presentate da cittadini e imprenditori novesi sono sui tavoli del Comune da molto tempo: la legge risale al 2011.
In teoria, spetta al consiglio comunale programmare lo sviluppo urbanistico della città. Grazie al piano regolatore, le amministrazioni decidono quali zone siano edificabili, quali residenziali, quali industriali, quali agricole.
La legge 106 rompe in parte questo schema, dando occasione ai privati di richiedere varianti in base a specifici principi di legge in deroga al Prg stesso.
Il consiglio comunale si trova davanti a diverse strade. Potrebbe rigettare tutte le richieste, tenendosi il diritto di programmare, ma questo esporrebbe il Comune alla certezza di innumerevoli ricorsi. Potrebbe accettare tutte le richieste, accontentare tutti e fare cassa, perché le varianti non si fanno gratis. Oppure percorrere una terza strada: fissare dei criteri di ammissibilità, e valutare le richieste in base a essi.
La terza strada è quella intrapresa da Novi, con l’assessore Serra che ha predisposto una delibera che fissa precisi criteri.
Anche il Pd novese si sta occupando della legge 106. Non tutti paiono condividere la scelta dell’amministrazione. L’obiettivo è quello di fissare criteri migliori, e ne è uscito un documento di emendamenti al “piano Serra” che sarebbe stato predisposto nelle stanze di piazza XXVII Aprile. Evidente l’irritazione di alcuni consiglieri comunali del Pd, che non sono stati invitati alla discussione.
Il documento forse è stato predisposto da chi, all’interno del Pd, non ha condiviso la scelta di Muliere di nominare Serra in sostituzione di Gattorna. La componente bersaniana-cuperliana del partito non ha digerito la nomina dell’ex dirigente del settore urbanistica, rivendicando per la propria corrente il posto lasciato libero da Gattorna. Il documento secondo alcuni avrebbe lo scopo di mettere i bastoni tra le ruote della Serra, più che di migliorare l’approccio al problema della legge 106.