Croce Rossa, un gruppo unito per dedicarsi al prossimo
Il modo più semplice di immaginare il nostro corpo è quello di paragonarlo ad una macchina, con il cuore e gli altri organi fondamentali a governarla e tante unità che si coordinano fra loro Lo stesso paragone potrebbe esser fatto per la Croce Rossa di Serravalle, con tanti gruppi di volontari pronti a unirsi per dedicarsi al prossimo.
Il modo più semplice di immaginare il nostro corpo è quello di paragonarlo ad una macchina, con il cuore e gli altri organi fondamentali a governarla e tante unità che si coordinano fra loro Lo stesso paragone potrebbe esser fatto per la Croce Rossa di Serravalle, con tanti gruppi di volontari pronti a unirsi per dedicarsi al prossimo.
SERRAVALLE SCRIVIA – Il modo più semplice di immaginare il nostro corpo è quello di paragonarlo ad una macchina, con il cuore e gli altri organi fondamentali a governarla e tante unità che si coordinano e si uniscono fra loro per arrivare all’equilibrio e al benessere. Lo stesso paragone potrebbe esser fatto per la Croce Rossa di Serravalle Scrivia, con tanti gruppi di volontari pronti a unirsi per dedicarsi al prossimo. Dai giovani ai volontari, passando per il corpo militare, una delle componenti storiche della CRI – esiste dal 1866 – e che a Serravalle conta 12 persone che intervengono in maniera coesa con gli altri gruppi di soccorso. Una grande squadra capitanata dal presidente Antonio Pavoli e che nei primi mesi del 2015 fa il punto su quanto fatto nel corso dello scorso anno.
Il report delle attività conta 2.753 servizi svolti, per un totale di 78.105 chilometri percorsi. I volontari hanno eseguito 360 interventi di soccorso 118, 991 trasporti di persone che devono effettuare la dialisi, 12 assistenze sportive, 228 trasferimenti rianimazione, 323 servizi socio-assistenziali. I servizi territoriali dell’Asl AL e i servizi di trasporto infermi, infine, sono stati rispettivamente 87 e 556.
Il 2014 per il Settore Emergenze e Protezione Civile della Cri si chiude con 970 ore di servizio e 1.629 chilometri percorsi. “Il numero massimo dei volontari contemporaneamente impiegati è stato di 36 – spiega Massimo Repetto, delegato locale per l’attività di Emergenza – 18 le attivazioni per attività di monitoraggio e prevenzione e 5 per vere e proprie emergenze. L’anno che si è concluso da poco ha visto anche 14 persone evacuate a scopo precauzionale. Nel corso dell’anno, i volontari si sono preparati frequentando due corsi antincendio”.
L’intervento del settore Protezione Civile si è rivelato fondamentale, in particolare nel corso delle alluvioni per monitorare il livello del fiume Scrivia, portare soccorso alle famiglie isolate o in pericolo e presidiare punti nevralgici del territorio e nel post-alluvione per interventi di sistemazione delle case e dei fabbricati danneggiati.