“Da Novi Ligure al resto del mondo”, storia dell’impresa Valditerra
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
24 Marzo 2015
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“Da Novi Ligure al resto del mondo”, storia dell’impresa Valditerra

Gli uomini scrivono la storia. Sovente ci si sofferma sui grandi nomi, sugli episodi epocali senza tenere conto che ci sono stati altrettanti uomini che, giorno dopo giorno, hanno saputo scrivere pagine importanti. Lorenzo Robbiano ha voluto far conoscere ai più l’impresa Valditerra, che ha saputo innovare l’armamento ferroviario

Gli uomini scrivono la storia. Sovente ci si sofferma sui grandi nomi, sugli episodi epocali senza tenere conto che ci sono stati altrettanti uomini che, giorno dopo giorno, hanno saputo scrivere pagine importanti. Lorenzo Robbiano ha voluto far conoscere ai più l?impresa Valditerra, che ha saputo innovare l?armamento ferroviario

NOVI LIGURE – Gli uomini scrivono la storia. Sovente ci si sofferma sui grandi nomi, sugli episodi epocali senza tenere conto che ci sono stati altrettanti uomini che, giorno dopo giorno, hanno saputo scrivere pagine importanti. Lorenzo Robbiano ha voluto far conoscere ai più con i suoi volumi “I senza volto” quelle donne e quegli uomini che hanno lavorato in condizioni inimmaginabili portando il nome di Novi oltre i confini nazionali.

Oggi Robbiano con “Da Novi Ligure al resto del mondo” vuole raccontarci un’altra storia tutta novese, quella dell’impresa Valditerra, che ha saputo innovare con intuizioni e brevetti l’armamento ferroviario. Attraverso il libro di Robbiano ci riappropriamo di una pagina storica della nostra città. E’ indubbio che il nome Valditerra a Novi sia noto e familiare ma, forse in pochi, conoscono quando è nata l’azienda e che cosa abbia fatto nel corso degli anni. Questo è dovuto forse al carattere schivo di tutti i componenti la famiglia Valditerra che non amano mai apparire, ma che hanno saputo sempre con generosità aiutare gli altri. Ma torniamo al libro che spiega non solo la storia dell’Impresa Valditerra ma che ci illumina rispetto al percorso che Novi ha fatto dal 1800 per diventare una della stazioni ferroviarie più importanti del triangolo industriale.

Inoltre “in questo libro – ha ben sottolineato il professor Giuseppe Rocca, relatore insieme al dottor Roberto Livraghi alla presentazione del volume che si è tenuta venerdì scorso al Museo dei Campionissimi – oltre alla storia dell’impresa c’è la storia della tecnica”. Per Roberto Livraghi: “Robbiano ha aggiunto un tassello importante della nostra provincia, provincia che nasconde, con una certa gelosia, storie straordinarie”. Aggiunge Livraghi: “l’impresa familiare è tipica del made in Italy ed è una formula ancora oggi vincente”.

Alla presentazione del libro era presente anche Sergio Valditerra, che ha saputo prendere “le redini” dell’impresa fondata dal padre Angelo, facendola crescere e innovandola.
Valditerra, visibilmente commosso, ha invitato i giovani presenti in sala a “voler bene al Paese e a non farsi travolgere da finti mit”». Poi Sergio Valditerra ha voluto ricordare un uomo che ha dedicato la sua esistenza a favore degli altri: Don Beniamino Dacatra. “L’amministrazione comunale – ha detto Valditerra – si è dimenticata di questo grande uomo”. E’ vero che sulla figura di Don Beniamino è calato il silenzio, ma la sua opera viene portata avanti dai membri della Confraternita della Maddalena che gestiscono la casa di riposo per anziani costruita dal sacerdote. Speriamo che l’appello di Sergio Valditerra non cada nel vuoto ma venga raccolto per far crescere ancora la “pianta novese” di uomini e donne che hanno costruito il futuro della città.
I fondi della vendita del libro verranno devoluti alla Croce Rossa di Novi Ligure.

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