L’antico rito del Seicento rivive grazie alla confraternita della Maddalena
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
25 Marzo 2015
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L’antico rito del Seicento rivive grazie alla confraternita della Maddalena

Rivivrà, a Novi, per il terzo anno consecutivo, una tradizione risalente al primo Seicento naturalmente in maniera rivista e “corretta”: la Confraternita della Maddalena ha deciso di riprendere l’antico rito “della deposizione dalla Croce e delle lamentazioni sul sacro corpo del Cristo morto”

Rivivrà, a Novi, per il terzo anno consecutivo, una tradizione risalente al primo Seicento naturalmente in maniera rivista e ?corretta?: la Confraternita della Maddalena ha deciso di riprendere l?antico rito ?della deposizione dalla Croce e delle lamentazioni sul sacro corpo del Cristo morto?

NOVI LIGURE – Rivivrà, a Novi, per il terzo anno consecutivo, una tradizione risalente al primo Seicento naturalmente in maniera rivista e “corretta”: la Confraternita della Maddalena ha deciso di riprendere l’antico rito “della deposizione dalla Croce e delle lamentazioni sul sacro corpo del Cristo morto”.

L’evento, di carattere a un tempo culturale e sacro, si svolgerà sotto forma di triduo in preparazione della Pasqua domani pomeriggio alle 15,30 e venerdì 27 alle 21.00. “La Croce: un simbolo di Carità” riprende questa settimana nella Basilica della Maddalena, una tradizione novese che si svolgeva nel ‘600, naturalmente in maniera rimodernata. “L’antico rito della deposizione dalla Croce e delle lamentazioni sul sacro corpo del Cristo morto rivive in due appuntamenti che consistono – spiega il Priore Mario Ristagno – in un alternarsi di brani musicali, testi e immagini incentrati sull’infinito amore di Gesù per l’uomo, amore che culmina nel suo sacrificio supremo. Questo era un compito assegnato alle confraternite dal Concilio di Trento e la nostra confraternita, che già disponeva di un ‘Compianto’ fittile, rispose all’epoca dotandosi del monumentale gruppo ligneo del Calvario”.

La manifestazione si svolgerà in questo clima sicuramente suggestivo, proprio ai piedi delle splendide statue, oggi completamente restaurate, che sono anche protagoniste del recente volume pubblicato a cura dello stesso Ristagno.
“L’obiettivo della Confraternita – prosegue Ristagno – è anche quello di valorizzare la basilica, monumento unico nel suo genere, verso la città tutta”.
La tradizione torna dunque in vita domani, giovedì 26, alle 15.30 attraverso parole tratte dagli scritti di San Lugi Orione, la cui vita e le opere incrociarono anche la storia dell’ultimo secolo novese, con un commento affidato anche ad immagini e musica.

Venerdì, dalle 21, la riflessione sulla carità si avvarrà di letture da Madre Teresa a Dante, da Benedetto XVI a Papa Francesco, accompagnate da voci soliste in brani e duetti di Mozart, Rossini, Pergolesi e Hendel.
“Abbiamo tentato – sottolinea Ristagno – di avvicinarci il più possibile a quanto i nostri predecessori facevano nel Seicento”. La scelta dei testi è stata affidata a Andrea Sisti, la voce recitante sarà di Andrea Bobbio, mentre la regia è affidata a Paolo Sbuttoni. Le parti musicali sono in collaborazione con l’associazione “Casella”.

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