No Tav, esposto inviato anche alla Procura di Firenze
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
27 Marzo 2015
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No Tav, esposto inviato anche alla Procura di Firenze

Nuova manifestazione contro il Terzo Valico: a organizzarla i movimenti No Tav, a Arquata Scrivia, il prossimo 18 aprile. "Sarà una manifestazione pacifica – dice Claudio Sanita – Non andremo nei cantieri. Manifesteremo per chiedere lo stop dei cantieri del Terzo Valico e la cancellazione della legge obiettivo"

Nuova manifestazione contro il Terzo Valico: a organizzarla i movimenti No Tav, a Arquata Scrivia, il prossimo 18 aprile. "Sarà una manifestazione pacifica ? dice Claudio Sanita ? Non andremo nei cantieri. Manifesteremo per chiedere lo stop dei cantieri del Terzo Valico e la cancellazione della legge obiettivo"

NOVI LIGURE – Nuova manifestazione contro il Terzo Valico: a organizzarla i movimenti No Tav, a Arquata Scrivia, il prossimo 18 aprile. “Sarà una manifestazione pacifica – dice Claudio Sanita, tornato dopo l’“esilio” di 11 mesi (la magistratura gli aveva vietato di passare e fermarsi sia a Novi sia a Arquata) – Non andremo nei cantieri. Manifesteremo per chiedere lo stop dei cantieri del Terzo Valico e la cancellazione della legge obiettivo”. Aggiunge Sanita: “Inoltre chiediamo al Governo che i soldi necessari per realizzare questa infrastruttura, per noi assolutamente inutile, vadano per il dissesto idrogeologico e per fare fronte alla crisi sociale”.

I fatti di cronaca che hanno riempito le prime pagine dei quotidiani, ovvero l’arresto di Ercole Incalza, “sono la dimostrazione che avevamo ragione – sottolinea Davide Fossati, del comitato No Tav novese – che la corruzione purtroppo c’è. Non ci spieghiamo, alla luce anche di quanto è avvenuto, perché i sindaci del territorio non parlino, non facciano dichiarazioni sul Terzo Valico. Ora è tempo di chiudere la partita, ecco perché torneremo a manifestare in piazza“.
Durante la conferenza stampa tenutasi nella sede novese dei No Tav è emerso che l’esposto sottoscritto da dodici professionisti tra cui ingegneri, biologi e medici, attivisti e simpatizzanti del movimento, presentato alla Corte dei Conti e alle procure di Alessandria e Genova, sarà inviato per conoscenza anche alla Procura di Firenze.
L’esposto ipotizza un danno erariale dal momento che per la realizzazione dell’infrastruttura sono stati preventivati 6,2 miliardi di euro ma non sono stati conteggiati i costi nel caso in cui durante i lavori si trovi amianto, ha spiegato Francesco De Milato, uno dei firmatari.

 

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