Ilva, il giudice ordina: “Pagate i camionisti”
Il tribunale di Milano ha autorizzato i commissari aziendali a saldare i crediti pregressi ma solo fino a un terzo dell'importo delle fatture. Le modalità saranno decise dall'Ilva. L'8 aprile incontro a Milano per discutere tempi e priorità dei pagamenti
Il tribunale di Milano ha autorizzato i commissari aziendali a saldare i crediti pregressi ma solo fino a un terzo dell'importo delle fatture. Le modalità saranno decise dall'Ilva. L'8 aprile incontro a Milano per discutere tempi e priorità dei pagamenti
NOVI LIGURE – Buone notizie per gli autotrasportatori che lavorano per l’Ilva. Il giudice del Tribunale di Milano, Caterina Macchi, ha autorizzato i commissari aziendali a saldare i crediti pregressi “per un importo che non superi per ciascuno di essi il 32 per cento dei crediti vantati per prestazioni rese anteriormente all’apertura della procedura e secondo tempistiche rimesse alla prudente valutazione dei commissari”.
La percentuale del 32 per cento va intesa come tetto. Non è quindi garantito che tutti abbiano lo stesso trattamento. Ora sarà l’Ilva a definire le modalità di pagamento con un piano che indicherà tempi ed entità delle somme da corrispondere.
“L’8 aprile avremo un incontro a Milano con i vertici dell’Ilva, proprio per discutere delle tempistiche dei versamenti”, spiega Luciano Bergadano, amministratore delegato della Transider di Novi Ligure e presidente provinciale della Fai, la federazione degli autotrasportatori. “Le premesse sono positive e credo che l’Ilva pagherà i camionisti con criteri equanimi”.
Per il pagamento degli autotrasportatori, i tre commissari dell’Ilva avevano fatto istanza al giudice delegato lo scorso 18 marzo. In seguito, si passerà alle altre tipologie di imprese dell’indotto.
Le aziende del trasporto che lavorano con l’Ilva sono circa 150 in tutt’Italia e vantano crediti complessivi per 48 milioni di euro. Una buona fetta di questa cifra riguarda lo stabilimento di Novi Ligure.