“Incontro con l’autore”, in un volume i cinquant’anni di giornalismo di Cesare Viazzi
Cinquantanni di giornalismo, percorsi con umiltà e ironia. Martedì 14 aprile, Novi Ligure ricorderà il giornalista Cesare Viazzi grazie alla presentazione del volume Qui Viazzi, a voi studio a cura di Maria Paola Comolli. Appuntamento alle ore 17.30 nella sala conferenze della biblioteca civica di via Marconi 66
Cinquant?anni di giornalismo, percorsi con umiltà e ironia. Martedì 14 aprile, Novi Ligure ricorderà il giornalista Cesare Viazzi grazie alla presentazione del volume ?Qui Viazzi, a voi studio? a cura di Maria Paola Comolli. Appuntamento alle ore 17.30 nella sala conferenze della biblioteca civica di via Marconi 66
NOVI LIGURE – Cinquant’anni di giornalismo, percorsi con umiltà e ironia. Martedì 14 aprile, Novi Ligure ricorderà il giornalista Cesare Viazzi grazie alla presentazione del volume “Qui Viazzi, a voi studio” a cura di Maria Paola Comolli. La vita del celebre giornalista sportivo è ripercorsa dalla moglie Maria Paola, con l’aiuto dei figli Alberto, Remo, Carla e con i contributi della cugina Anita Ginella e dell’amico Piero Campodonico, che ha ricostruito l’attività di regista del teatro dialettale genovese, esperienza legata agli anni Settanta.
Cinquant’anni di giornalismo sono stati rivissuti anche grazie alle testimonianze e ai racconti di tanti amici e colleghi. Con uno stile narrativo brillante e ironico il volume ricorda le fasi salienti della carriera di Viazzi, riportando gli aspetti che tutt’ora rivestono interesse per il pubblico. Il suo modo serio di fare radio, televisione e comunicazione, infatti, ha fatto scuola. In tutta Italia erano riconoscibili il suo microfono e il prezioso registratore Nagra, gli strumenti di un lavoro, fatto con amore, passione e grande professionalità.
Nipote dell’omonimo Cesare, grande pittore, dopo aver frequentato il ginnasio a Novi, città in cui la famiglia Viazzi visse dall’Unità d’Italia, e il liceo a Genova, cominciò ad impugnare la penna non ancora ventenne, quando indossò le vesti del critico teatrale. Scrisse su diverse riviste.
Nel 1959, la Rai gli apre le porte. Passa dalla radio al piccolo schermo, inventandosi e trasformandosi, da radiocronista a inviato speciale, fino a divenire conduttore televisivo. Molti i documentari e i servizi che realizza. Il suo spirito eclettico lo lancia anche nel mondo dello sport, con radiocronache e telecronache.
Nel 1979, un’altra svolta: fa parte della cerchia di uomini che, sotto la guida di Biagio Agnes, mettono in piedi la terza rete Rai e il Tg3, di cui viene nominato caporedattore degli speciali.
Appuntamento il 14 aprile, alle ore 17.30, nella sala conferenze della biblioteca civica di via Marconi 66.