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Tartufi: trifolau sul piede di guerra
Sottoscritto di fronte al notaio lo statuto dell'associazione che punta a fermare il proliferare delle aree protette, vera spina nel fianco dei cercatori liberi. Presidente il novese Mario Bevilacqua
Sottoscritto di fronte al notaio lo statuto dell'associazione che punta a fermare il proliferare delle aree protette, vera spina nel fianco dei cercatori liberi. Presidente il novese Mario Bevilacqua
NOVI LIGURE – Si chiamerà Alt, ed il nome rispecchia la missione dell’associazione: opporsi al proliferare delle tartufaie, le aree protette concesse dalla provincia in cui i liberi cercatori non possono mettere piede. S’era capito che facevano sul serio già dalla prima riunione di qualche mese fa a Tagliolo. L’associazione è il fronte di due fronti che si sono saldati. C’è quello ovadese, capeggiato da Massimo Cavanna (nella foto in una recente manifestazione a Trisobbio) che ha assunto la carica di vice presidente; c’è quello novese con Mario Bevilacqua, responsabile legale. “Tutelare, incrementare e incentivare la libera ricerca e raccolta del tartufo, bianco in particolare, su tutto il territorio provinciale, regionale e nazionale”, uno degli obiettivi inseriti nello statuto sottoscritto davanti al notaio Gianluigi Bailo.I fondatosi sono 17, quasi 300 gli iscritti. Segretario sarà Francesco Favale, tesoriere Giorgio Crini, revisori Maria Ester Cerrina, Lorenzo Tornato, Claudio Olivieri. Gli altri fondatori sono consiglieri. La sede legale è a Gavi, in via Mameli. Presto ci saranno anche sito, pagina Facebook e un giornalino periodico – “U trifulo” – previsto dallo statuto. Tra le prime azioni una lettera alla Regione per far sentire le proprie ragioni, il paventato sciopero del tesserino.