Mercatone Uno, incognita sul futuro di dipendenti e punto vendita
Molti erano fuori dagli ingressi del punto vendita di Serravalle Scrivia, altri a Roma a protestare contro la politica messa in atto dai vertici aziendali del Mercatone Uno. Sono i lavoratori del Mercatone Uno che ieri hanno scioperato per protestare contro la decisione dellazienda di effettuare una svendita straordinaria
Molti erano fuori dagli ingressi del punto vendita di Serravalle Scrivia, altri a Roma a protestare contro la politica messa in atto dai vertici aziendali del Mercatone Uno. Sono i lavoratori del Mercatone Uno che ieri hanno scioperato per protestare contro la decisione dellazienda di effettuare una svendita straordinaria
SERRAVALLE SCRIVIA – Molti erano fuori dagli ingressi del punto vendita di Serravalle Scrivia, altri a Roma a protestare contro la politica messa in atto dai vertici aziendali del Mercatone Uno. Sono i lavoratori del Mercatone Uno che ieri, mercoledì 1° aprile, hanno scioperato per protestare contro la decisione dell’azienda di effettuare, nelle scorse settimane, una svendita straordinaria della merce: per sindacati e lavoratori si tratta di una scelta che assomiglia molto allo smantellamento dei negozi. “Stiamo protestando perché non ci è stato comunicato nulla sul nostro futuro e temiamo che il negozio chiuda definitivamente”, hanno sottolineato i dipendenti.
Per tutto il giorno i dipendenti del Mercatone hanno bloccato l’ingresso e l’uscita del punto vendita, ma il presidio è iniziato con qualche momento di tensione per via di alcuni impiegati che non hanno aderito allo sciopero e sono entrati nel punto vendita.
A manifestare solidarietà ai lavoratori, c’erano anche alcuni dipendenti della Kme, della Cementir, rappresentanti della Fiom Cgil e il sindaco Alberto Carbone, che ha assicurato il continuo monitoraggio della vicenda.
In contemporanea, a Roma, sempre ieri, si sarebbe dovuto svolgere un incontro al Mise, il ministero della Sviluppo economico: ma i vertici della Mercatone Uno hanno fatto sapere di essere impossibilitati a partecipare alla riunione.
“L’azienda ha perso una buona occasione per chiarire talune recenti scelte gestionali che appaiono assai contraddittorie – hanno commentato i sindacati di categoria – In più c’è la situazione di incertezza degli addetti dei 34 negozi [Serravalle è tra questi; ndr] per i quali il tribunale di Bologna ha autorizzato la svendita speciale di merce, nel frattempo trasferita altrove, operazione che si concluderà il prossimo 27 aprile”.