Parchi, prolungato l’incarico dei commissari straordinari
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
6 Aprile 2015
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Parchi, prolungato l’incarico dei commissari straordinari

Resteranno in carica fino all’insediamento dei nuovi organi i commissari straordinari Luisella Arnoldi al Parco Capanne di Marcarolo e Ettore Broveglio al Parco del Po e dell'Orba. Su proposta degli assessori Alberto Valmaggia e Antonella Parigi, la giunta della Regione Piemonte ha infatti approvato la proroga degli incarichi

Resteranno in carica fino all’insediamento dei nuovi organi i commissari straordinari Luisella Arnoldi al Parco Capanne di Marcarolo e Ettore Broveglio al Parco del Po e dell'Orba. Su proposta degli assessori Alberto Valmaggia e Antonella Parigi, la giunta della Regione Piemonte ha infatti approvato la proroga degli incarichi

BOSIO – Resteranno in carica fino all’insediamento dei nuovi organi i commissari straordinari Luisella Arnoldi al Parco Capanne di Marcarolo e Ettore Broveglio al Parco del Po e dell’Orba. La scorsa settimana, su proposta degli assessori Alberto Valmaggia e Antonella Parigi, la giunta della Regione Piemonte ha infatti approvato la proroga degli incarichi di commissario di ente di gestione delle aree protette, conferiti il 22 settembre dello scorso anno.

Proseguono intanto i lavori della commissione regionale Ambiente, che ogni giovedì si riunisce per discutere il disegno di legge numero 90, “Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri Monti” che prevede una serie di modifiche al Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità.

Una delle ultime proposte è stata presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Massimo Berutti che, prendendo parte ai lavori della commissione Ambiente, ha avanzato l’ipotesi di partire “dalla valorizzazione del Parco delle Capanne di Marcarolo e dalla difesa della sua autonomia per istituire un grande parco dell’Appennino piemontese. L’obiettivo è rilanciare il turismo legato all’Appennino valorizzandone le tradizioni, la cultura, il folclore e l’immenso patrimonio di fauna e flora che ne costituisce un fiore all’occhiello”.
“L’idea è stata lanciata – ha concluso Berutti – per assicurare autonomia gestionale ad una realtà che ha tutte le potenzialità per creare Pil per il territorio alessandrino e anche per tutta l’area circostante. In prospettiva infatti vedo un ‘Ente Parco dell’Appennino piemontese’ capace di allargarsi comprendendo anche altre riserve naturali e di attrarre attività ricettive e investitori”.

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