Cavallerizza e Z3, cronistoria dei progetti per il rilancio
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
11 Aprile 2015
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Cavallerizza e Z3, cronistoria dei progetti per il rilancio

Nello scorso consiglio comunale, a Novi Ligure, si è nuovamente parlato del futuro della Cavallerizza. Con molta probabilità si darà vita a un bando di interesse al fine di trovare qualcuno interessato all’acquisto e alla ristrutturazione. Ma sono ormai decenni che si discute sul futuro dell’ex mercato ortofrutticolo e di tutta l’area Z3.

Nello scorso consiglio comunale, a Novi Ligure, si è nuovamente parlato del futuro della Cavallerizza. Con molta probabilità si darà vita a un bando di interesse al fine di trovare qualcuno interessato all?acquisto e alla ristrutturazione. Ma sono ormai decenni che si discute sul futuro dell?ex mercato ortofrutticolo e di tutta l?area Z3.

NOVI LIGURE – Nello scorso consiglio comunale, a Novi Ligure, si è nuovamente parlato del futuro della Cavallerizza. Il sindaco Rocchino Muliere ha dichiarato che dopo il cedimento del tetto della struttura, avvenuto il gennaio scorso, occorre dare un’accelerazione al fine di trovare una soluzione. Con molta probabilità si darà vita a un bando di interesse al fine di trovare qualcuno interessato all’acquisto e alla ristrutturazione dell’edificio.
Ma sono ormai decenni che si discute sul futuro dell’ex mercato ortofrutticolo e di tutta l’area Z3 ovvero la parte di città compresa fra via Pietro Isola, corso Marenco e piazza Pernigotti.

1982, il progetto D’Olivo: uffici e banche Risale al 1982 il progetto dell’architetto Marcello D’Olivo. Allora il progetto urbanistico del piano particolareggiato della Z3, rimasto sulla carta solamente e, non è stato l’unico per la verità, prevedeva il superamento della dicotomia urbanistica-architettura. Allora su un’area estesa 4,7 ettari il progetto D’Olivo prevedeva l’edificazione di 4,25 ettari di pavimento di cui solo il 18 per cento destinato all’abitare e tutto il resto (34.850 metri quadrati di superficie utile lorda) destinato a centro degli affari, del commercio e della direzionalità con una grande centro commerciale integrato, banche, uffici finanziari, servizi amministrativi pubblici e privati, alberghi.

1993, un’unica proposta per ex Ilva e Z3 Nel 1993 la nuova amministrazione decide di procedere a una variante al Piano regolatore per riequilibrare, rimescolandone le funzioni, della Z3 del Maneggio con la Z1-2 dell’ex Ilva. I progetti delle suddette dovevano completare la città in modo omogeneo per tipologia e dimensione dei fabbricati con integrazione dei nuovi servizi con quelli esistenti non facendo doppioni né salti di continuità con attenzione alla qualità estetica delle aree più pregiate di Novi.

1996, oltre 60 architetti da tutta Italia Si arriva quindi al 1996 quando l’assessore all’Urbanistica Hilde Ghio, sindaco Mario Lovelli, annuncia il concorso di progettazione a livello nazionale per la riqualificazione della Z3. Allora vi fu un acceso dibattito in città e fra i professionisti, comunque, a settembre 1996 sono oltre sessanta i tecnici, architetti e ingegneri, di tutta Italia a presentare domanda. A maggio 1997 viene stilata la graduatoria dei migliori lavori scelti da una giuria, alla proclamazione dei vincitore l’assessore Ghio aveva dichiarato al novese: “I novesi possono avere la certezza che con la procedura del concorso è stato individuato il miglior progetto possibile”.
A classificarsi al primo posto era stata la proposta “Nova Novi” dello Studio Quattroassociati di Milano.

L’ex Ilva va, piazza del Maneggio rimane bloccata Anche in quel caso finì tutto alle ortiche: di quel progetto, così come degli altri che vennero presentati in una mostra ad hoc al foyer del teatro, non se ne fece più nulla. La Z3 continuò a rimanere un’area estranea al centro storico e “lontana” dalla ex Ilva. Nel secondo mandato targato Mario Lovelli si andò a bonificare e riqualificare l’area ex Ilva, oggi sede del museo del ciclismo, di abitazioni e prossimamente anche di un parco urbano. Sulla Z3 ancora il nulla.

2000, la “city” di Dellacasa e Castellani Nei primi anni Duemila quando sindaco era Lorenzo Robbiano alcuni professionisti novesi, tra i quali Tino Dellacasa e Gianni Castellani, fecero la proposta della “city” anche in questo caso si andava a intervenire sia sulla parte privata della Z3 che su quella pubblica. Anche allora ci fu ampio dibattito in città e in consiglio comunale, la proposta, però, forse troppo avveniristica e costosa trovò non poche resistenze.

2008, uno spazio pedonale e un parcheggio interrato Nel 2008 viene approvato il programma di intervento dell’area Z3. L’allora assessore all’Urbanistica Guido Trespioli propone lo studio effettuato dall’ufficio urbanistico. Si tratta di due soluzioni. In entrambi i casi in piazza del Maneggio si prevedeva uno spazio pedonale e un parcheggio pluripiano interrato. Per la Cavallerizza era previsto il recupero conservativo, e per l’ex mercato ortofrutticolo la demolizione e la costruzione di un nuovo edificio con destinazione terziaria con parcheggio interrato.

2011, ci provano gli studenti. Ma non c’è più tempo Nel 2011 c’è un altro studio di studenti universitari di Genova che partecipano a un workshop al Museo dei Campionissimi dove, per l’ennesima volta, viene ridisegnata la Z3. Di tutta questa mole di lavori, progetti, idee non vi è più traccia. Alcuni privati hanno deciso di non attendere più l’amministrazione pubblica e hanno edificato: palazzo Simaf e supermercato Ld. La parte pubblica, invece, rimane in attesa ancora una volta che venga deciso qualcosa. Nel corso degli anni la città ha cambiato aspetto, si è modellata in base alle nuove esigenze e la Z3 rimane inossidabile, o quasi, agli anni che trascorrono veloci rivendicando un’identità che non ha.

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