Le case hanno un’anima
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Luisa Lombardi - novionline@novionline.net  
15 Aprile 2015
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Le case hanno un’anima

La casa, non va vista semplicemente come un oggetto, la casa ha un’anima e, se è costruita e pensata come si deve, diventa la rappresentazione di colui che la vive. Creare il proprio nido (sia che si tratti di costruire una villa da zero che di arredare un monolocale) implica indagarsi e capire cosa si intende per abitare.

La casa, non va vista semplicemente come un oggetto, la casa ha un?anima e, se è costruita e pensata come si deve, diventa la rappresentazione di colui che la vive. Creare il proprio nido (sia che si tratti di costruire una villa da zero che di arredare un monolocale) implica indagarsi e capire cosa si intende per abitare.

Chiunque ad un certo punto della vita mette su casa. La parte difficile è costruire una casa del cuore.
Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.
Un posto dove crescere una famiglia con amore,
un posto non per trovare riparo dal freddo ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;
un posto non semplicemente dove far passare il tempo, ma dove provare gioia per il resto della vita.

Sergio Bambaren

OPINIONI – Aiutare le persone a “metter su” casa è un modo che mi consente di lavorare con i loro sogni e, indirettamente, anche con i miei.
Per questo considero il mio un mestiere privilegiato e quindi cerco di farlo con rispetto e passione.
La casa, non va vista semplicemente come un oggetto, la casa ha un’anima e, se è costruita e pensata come si deve, diventa la rappresentazione di colui che la vive.
Creare il proprio nido (sia che si tratti di costruire una villa da zero che di arredare un monolocale) implica indagarsi e capire cosa si intende per abitare, capire qual è la propria idea di casa.
Proprio per questo durante i lavori sono normali ripensamenti e dubbi da parte dei proprietari che temono di aver sbagliato e che la loro immagine di rifugio non corrisponda all’abitazione che è in corso di realizzazione.
Ritengo che questo sia un bene, perché significa che si sta facendo il giusto percorso, che ci si tiene, che si sta realizzando qualcosa di personale. Ci si sente un po’ come quando si è dalla pettinatrice che ci taglia i capelli e non sappiamo “con che testa usciremo”. Lei vede quello che noi non riusciamo a percepire e l’architetto vede la casa arredata anche se la si sta demolendo.
Perché la dimora sia quella giusta, quella in cui si sta bene, non è importante quanto ci si spende, è importante che sia personale. Non deve esserci a tutti i costi il “pezzo” di moda o di design e la cucina del colore del momento; deve essere casa nostra. E la nostra casa è quella in cui c’è l’oggetto comprato in un viaggio speciale o dove c’è il mobile della casa dei nonni che ci ricorda quando eravamo bambini. La nostra casa è quella che ha il profumo che ci fa pensare “finalmente” sono arrivata.
Non ci sono soldi capaci di comprare le sensazioni; per avere la casa che vogliamo basta avere il coraggio di capire noi stessi e lasciarsi guidare da chi la vede già finita.

 

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