Banco Alimentare, troppo pochi i fondi per 1.200 assistiti
Sos del Banco Alimentare per continuare a operare a favore dei più bisognosi. Il Banco Alimentare ha chiesto alla Regione di impegnarsi per riconoscere un contributo non solo al Banco del Piemonte, ma anche a quello della provincia di Alessandria
Sos del Banco Alimentare per continuare a operare a favore dei più bisognosi. Il Banco Alimentare ha chiesto alla Regione di impegnarsi per riconoscere un contributo non solo al Banco del Piemonte, ma anche a quello della provincia di Alessandria
NOVI LIGURE – Sos del Banco Alimentare per continuare a operare a favore dei più bisognosi. Il Banco Alimentare ha chiesto alla Regione di impegnarsi per riconoscere un contributo non solo al Banco del Piemonte, ma anche a quello della provincia di Alessandria, che assiste oltre 20 mila bisognosi, grazie all’impegno di 15 volontari. Il grido dall’allarme è stato lanciato dal consiglio direttivo del Banco Alimentare nel corso di una visita, nei giorni scorsi, presso la sede dell’associazione alla ex caserma Giorgi di Novi, da parte del sindaco Rocchino Muliere, dell’assessore agli Affari sociali Felicia Broda, del presidente della Provincia Rita Rossa e dei consiglieri regionali Massimo Berutti, Walter Ottria, Domenico Ravetti e del coordinatore provinciale della Protezione Civile Marco Bologna.
L’incontro è stato organizzato per far conoscere alle istituzioni il lavoro quotidiano che i volontari svolgono tutto l’anno. I componenti del direttivo hanno illustrato i dati del Banco Alimentare dal 2003, anno in cui, da magazzino del Banco del Piemonte con sede a Moncalieri, si è trasformato in associazione autonoma, operante nella provincia di Alessandria, in una porzione di quella di Asti, nell’Oltrepò Pavese e in un angolo di Liguria.
Il numero di abitanti di tale porzione geografica si aggira intorno a 550 mila persone. Le strutture caritative che sono convenzionate sono circa 120, tra queste vanno ricordate la Caritas, le mense e le parrocchie, per un totale di 764 tonnellate di cibo distribuito.
Tali strutture, per ricevere gli aiuti, devono sottoscrivere una specifica convenzione in cui dichiarano il numero degli assistiti, si impegnano a disporre di idonei magazzini, a tenere una precisa contabilità e a sottostare ad eventuali ispezioni. Tutto ciò per garantire la massima serietà e trasparenza nella distribuzione di cibo a veri poveri. Solo nella città di Alessandria il Banco rifornisce 17 strutture caritative, per un totale di 3.288 assistiti. A Novi sono 6 le strutture, per 1.234 assistiti.