L’ippodromo e il giallo della convenzione con il Comune
Lippodromo Romanengo è stato individuato nel piano di protezione civile come punto di raccolta della popolazione in caso di emergenza. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che lippodromo è privato e che la necessaria convenzione fra Comune e proprietà non cè
L?ippodromo Romanengo è stato individuato nel piano di protezione civile come punto di raccolta della popolazione in caso di emergenza. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che l?ippodromo è privato e che la necessaria convenzione fra Comune e proprietà non c?è
NOVI LIGURE – L’ippodromo Romanengo è stato individuato nel piano di protezione civile come punto di raccolta della popolazione in caso di emergenza. Non ci sarebbe nulla di strano dal momento che nel documento vengono segnalate le aree in cui vengono radunati i mezzi di soccorso e i cittadini, se non fosse che l’ippodromo è privato e che la necessaria convenzione fra Comune e proprietà non c’è. La questione è emersa, lunedì sera, in consiglio comunale durante proprio l’approvazione del piano.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabrizio Gallo ha posto l’attenzione su questo punto. A tale riguardo l’assessore Stefano Gabriele ha ribadito che, per quanto è a sua conoscenza, la convenzione ci sarebbe. A smentirlo però ci ha pensato direttamente il proprietario della struttura, Claudio Ricci.
Sulla questione è intervenuta anche Maria Rosa Porta, capogruppo del Movimento Civico Popolare: “Non si può inserire in un piano che il consiglio comunale deve approvare un’area privata da utilizzare se poi la convenzione non c’è. Il documento deve essere ben definito, non possiamo fare delle approssimazioni“.
Il sindaco Rocchino Muliere ha cercato di dribblare il problema asserendo che il piano è uno strumento di pianificazione e “qualora fosse necessario si attuerà la convenzione, fermo restando che in caso di emergenza sindaco e prefetto possono requisire mobili e immobili”. Il sindaco ha sottolineato che la maggior parte delle aree individuate sono pubbliche, tranne l’ippodromo e il piazzale del Bennet e che “comunque questo non impedisce al consiglio comunale di approvare il piano”.
Sul piano di protezione civile è intervenuto anche il consigliere comunale Luigi Gambarotta (M5s). “Stiamo esaminando un piano che consta di più di 300 pagine ma ci sono argomenti non trattati come ad esempio l’individuazione delle vie di fuga in caso di terremoto. Serve una cartellonistica speciale nelle strade”.
Al momento del voto Porta ha abbandonato l’aula, rimarcando con questo gesto il suo disappunto non solo riguardo al piano di protezione civile ma anche sulla questione della farmacia comunale. Alla fine il piano di protezione civile è stato approvato con 13 voti a favore: oltre alla maggioranza, hanno votato sì anche i consiglieri Costanzo Cuccuru e Marco Bertoli. I grillini si sono astenuti.
[Gli altri argomenti all’ordine del giorno verranno trattati negli articoli che verranno pubblicati nei prossimi giorni].