In mostra i “Giardini d’autore” di Enrico De Benedetti
Brera a Milano e poi arte, tanta arte, tanta ricerca, confronti, strade da seguire, da cambiare, sentieri da tracciare nelle maglie intricate dellarte contemporanea. Larquatese Enrico De Benedetti ha provato la sua poetica di eterno ricercatore di linguaggi artistici con vari materiali e tecniche
Brera a Milano e poi arte, tanta arte, tanta ricerca, confronti, strade da seguire, da cambiare, sentieri da tracciare nelle maglie intricate dellarte contemporanea. Larquatese Enrico De Benedetti ha provato la sua poetica di eterno ricercatore di linguaggi artistici con vari materiali e tecniche
VIGNOLE BORBERA – Brera a Milano e poi arte, tanta arte, tanta ricerca, confronti, strade da seguire, da cambiare, sentieri da tracciare nelle maglie intricate dell’arte contemporanea. L’arquatese Enrico De Benedetti ha provato la sua poetica di eterno ricercatore di linguaggi artistici con vari materiali e tecniche. La mostra “Giardino d’autore”, che è stata inaugurata sabato 25 aprile presso il centro polifunzionale di Vignole Borbera, testimonia un’intensa tappa del percorso di questo autore dall’ispirazione mobile ed eclettica.
La presente esposizione raccoglie opere che ci riportano a un momento dell’artista tra il finire degli anni Ottanta e tutti gli anni Novanta in cui la sensibilità e la visione del mondo hanno creato maggiormente in lui la consapevolezza di un proprio fare artistico, facendogli maturare la decisione di volersi dedicare al dipingere, eleggerlo a ragione e guida materiale della sua esistenza. I quadri sono, per lo più, allegorie floreali a olio su tela o masonite, la cui realizzazione, come con incisiva chiarezza ci racconta Anna Pozzo nell’introduzione al catalogo, fa capo a una “pittura come manifestazione eccelsa del fare artistico, abbandono, rifugio che col suo richiamo alla visione mette in evidenza il confine che separa e accosta l’immaginario simbolico al reale”.
Curatore dell’evento e del catalogo è l’artista e appassionato d’arte Euro Fasciolo. L’albo, introdotto da Anna Pozzo, è accompagnato da un brano critico di Carlo Pesce.
La personale sarà aperta fino a domenica 3 maggio dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00 con entrata libera.