Cambio al vertice del Consorzio Tutela del Gavi
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
1 Maggio 2015
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Cambio al vertice del Consorzio Tutela del Gavi

Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino e Massimo Marasso.

Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino e Massimo Marasso.

GAVI – Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino, presidente della Cantina Produttori del Gavi e Massimo Marasso, enologo della Fratelli Martini spa di Cossano Belbo.

Montobbio, tecnico agronomo quarantacinquenne, è titolare dell’azienda viticola Tenuta Gazzolo che festeggia quest’anno la 30ma vendemmia nel Gavi e rappresenta la continuità con le passate gestioni: da nove anni consigliere del consorzio, negli ultimi tre si è occupato del coordinamento delle attività tecnico-agronomiche, dei rapporti con le pubbliche amministrazioni e le organizzazioni professionali agricole.
Attivo da sempre nel mondo delle associazioni, è stato per tre anni componente della commissione paritetica regionale come portavoce della parte agricola ed è presidente provinciale della sezione vitivinicola di Confagricoltura e presidente della zona Acqui-Ovada.

Per la prima volta a Gavi e rarissimo caso in Italia, un Consorzio di tutela sarà guidato da un viticoltore e non da un vinificatore. “É il sintomo dell’attenzione che il territorio dimostra nei confronti del vigneto – commentano dal Consorzio Tutela – sia come “culla” di un grande vino di qualità sia come elemento paesaggistico, culturale da tutelare anche e soprattutto dal punto di vista della sostenibilità ambientale”.

Il programma del neopresidente per il prossimo triennio sarà quello di dare continuità al lavoro del suo predecessore, Gian Piero Broglia, “che ha sempre sostenuto e aiutato e al quale va il  mio ringraziamento per i risultati ottenuti. I quattro elementi qualificanti – fa presente Montobbio -dell’attività consortile saranno: l’enfatizzazione dell’originalità del Cortese di Gavi, come vitigno autoctono, la cui coltivazione è documentata da oltre mille anni; territorialità: il Gavi è un terroir caratterizzato da un microclima particolare dovuto alla vicinanza al mare e da un storico legame con Genova, testimoniato dalle splendide ville secentesche sedi di storiche tenute vitivinicole e da numerosi castelli tra cui spicca il Forte di Gavi. Sostenibilità: non solo perché la chiedono i consumatori ma soprattutto perché la dobbiamo ai nostri antenati, che da infinite generazioni ci tramandano questo eccezionale patrimonio, e alle future generazioni cui dobbiamo garantire un altro millennio di successi e soddisfazioni. E infine la valorizzazione nazionale e internazionale della nostra filiera enogastronomica, attraverso le buone pratiche di promozione in cui alla produzione del Gavi si integrano la storia, la cultura e l’ambiente di un intero territorio. Elementi che combaciano anche con le linee guida indicate dai Piani Integrati di Filiera dal 2016 al 2020”.

Dal consorzio si dicono  “pronti ad affrontare le nuove sfide con l’entusiasmo di consiglieri giovani e motivati, consapevoli che è necessario fare squadra per promuovere in Italia e all’estero l’immagine di questo grande bianco piemontese, espressione di terroir, tradizioni e cultura unici al mondo”.

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