Cambio al vertice del Consorzio Tutela del Gavi
Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino e Massimo Marasso.
Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino e Massimo Marasso.
GAVI – Rinnovo delle cariche al vertice del Consorzio Tutela del Gavi: nel corso del consiglio di amministrazione di mercoledì 29 aprile sono stati eletti il presidente e i due vicepresidenti fino al 2018. Il nuovo presidente è Maurizio Montobbio; sono eletti vicepresidenti Gianfranco Semino, presidente della Cantina Produttori del Gavi e Massimo Marasso, enologo della Fratelli Martini spa di Cossano Belbo.
Montobbio, tecnico agronomo quarantacinquenne, è titolare dell’azienda viticola Tenuta Gazzolo che festeggia quest’anno la 30ma vendemmia nel Gavi e rappresenta la continuità con le passate gestioni: da nove anni consigliere del consorzio, negli ultimi tre si è occupato del coordinamento delle attività tecnico-agronomiche, dei rapporti con le pubbliche amministrazioni e le organizzazioni professionali agricole.
Attivo da sempre nel mondo delle associazioni, è stato per tre anni componente della commissione paritetica regionale come portavoce della parte agricola ed è presidente provinciale della sezione vitivinicola di Confagricoltura e presidente della zona Acqui-Ovada.
Per la prima volta a Gavi e rarissimo caso in Italia, un Consorzio di tutela sarà guidato da un viticoltore e non da un vinificatore. “É il sintomo dell’attenzione che il territorio dimostra nei confronti del vigneto – commentano dal Consorzio Tutela – sia come “culla” di un grande vino di qualità sia come elemento paesaggistico, culturale da tutelare anche e soprattutto dal punto di vista della sostenibilità ambientale”.

Dal consorzio si dicono “pronti ad affrontare le nuove sfide con l’entusiasmo di consiglieri giovani e motivati, consapevoli che è necessario fare squadra per promuovere in Italia e all’estero l’immagine di questo grande bianco piemontese, espressione di terroir, tradizioni e cultura unici al mondo”.