Un paese in festa per la propria squadra
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Maurizio Iappini - sport@ilnovese.info  
13 Maggio 2015
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Un paese in festa per la propria squadra

Il senso di appartenenza di una comunità lo si misura anche dall’attaccamento alla squadra di calcio e per Pozzolo sono giorni felici. Per la prima volta dalla sua fondazione infatti la Pozzolese si è guadagnata sul campo il diritto di militare in Prima categoria a 55 anni dalla sua nascita

Il senso di appartenenza di una comunità lo si misura anche dall?attaccamento alla squadra di calcio e per Pozzolo sono giorni felici. Per la prima volta dalla sua fondazione infatti la Pozzolese si è guadagnata sul campo il diritto di militare in Prima categoria a 55 anni dalla sua nascita

POZZOLO FORMIGARO – Il senso di appartenenza di una comunità lo si misura anche dall’attaccamento alla squadra di calcio e per Pozzolo sono giorni felici. Per la prima volta dalla sua fondazione infatti la Pozzolese si è guadagnata sul campo il diritto di militare in Prima categoria a 55 anni dalla sua nascita. Una festa nella festa perché per l’ultima di campionato il paese si è stretto intorno alla sua squadra con un Frassati colmo di gente (quasi 500 gli spettatori) e i ragazzi del vivaio a suggellare un senso di continuità e appartenenza che ha pochi eguali.

Merito di persone come il compianto Carluccio Fossati, uno che, quasi da solo, negli anni Settanta ha tenuto in piedi il club ma che soprattutto ha insegnato a vivere (prima ancora che a giocare a calcio) a tanti ragazzi non solo di Pozzolo. Non è un caso infatti che per la promozione in Prima in tanti si siano commossi nel suo ricordo al punto che qualche giocatore che da lui ha capito cosa significhi l’amore per una squadra di calcio abbia indossato una maglietta celebrativa per Carluccio.

Ma la Pozzolese è una società originale e nel giorno della festa ha voluto premiare il suo capitano di mille battaglie, Donato Denzi, che ha scelto di chiudere col calcio giocato proprio nel giorno più glorioso per il club. Una società quella biancoceleste seguita anche da tanti pozzolesi che la vita ha portato lontano dal paese: su Facebook c’è chi ha cambiato l’immagine del proprio profilo o della copertina inserendo una bandiera della Pozzolese.

In paese invece un negozio ha regalato alla squadra e ai dirigenti la torta della festa mentre c’è chi ha speso la domenica mattina per addobbare a festa il campo di gioco o chi ha scelto di far capire che squadra tifa esponendo un maxi bandierone biancoceleste sul balcone di casa, come accade nelle grandi città per le squadre di serie A. Altri invece hanno portato i propri figli allo stadio facendo rivivere loro quelle sensazioni che avevano provato 26 anni fa in occasione della promozione in Seconda Categoria. Anche la sfilata per le vie del paese su un carro agricolo trainato da un trattore è un’immagine che ha una forte valenza simbolica, quella di un paese con origini agricole di cui giustamente non ci si vergogna.
Insomma un paese stretto attorno alla sua squadra, identificato con essa come si conviene nelle piccole realtà di provincia dove i valori del senso di appartenenza a una comunità e della condivisione di momenti della vita comune sono punti di forza e non di divisione. In altre parole, una lezione di stile e di vita.

 

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