Campagna amica… città un po’ meno
Un destino beffardo quello degli operatori del mercatino biologico: insediano colture e allevamenti lontani da fonti di inquinamento, per ritrovarsi a esporre i prodotti delle loro fatiche in una sorta di terra di nessuno assediati da Co2 e polveri sottili, e da un sole implacabile
Un destino beffardo quello degli operatori del mercatino biologico: insediano colture e allevamenti lontani da fonti di inquinamento, per ritrovarsi a esporre i prodotti delle loro fatiche in una sorta di terra di nessuno assediati da Co2 e polveri sottili, e da un sole implacabile
NOVI LIGURE – Giornata d’esordio per il mercato di “Campagna amica” a Novi Ligure. Ieri è stato inaugurato il mercatino contadino voluto dalla Coldiretti e dall’amministrazione comunale per rivitalizzare il commercio in via Roma. Buono il successo di pubblico, entusiasti i commenti dell’associazione degli agricoltori e del sindaco Rocchino Muliere. Ma del mercatino, in via Roma, ieri non c’era traccia: è stato deciso di collocarlo in un fazzoletto d’asfalto all’incrocio con corso Marenco. Una scelta che ha suscitato qualche perplessità a uno dei nostri lettori, che ci ha inviato questa riflessione:
A seguito delle variazioni della ormai ex Ztl di via Roma, commercianti e amministrazione hanno studiato iniziative atte a intensificare l’afflusso di novesi verso questa zona del centro da anni in sofferenza. Con la collaborazione di Coldiretti e di una decina di produttori ieri è stato organizzato un mercatino biologico; bella idea. Si arriva in via Roma e lo striscione della coldiretti pubblicizza la meritoria iniziativa. Ma in via Roma del mercatino non c’è traccia. Curiosamente il mercatino (peraltro di ottimo livello) per chissà quali motivi è stato allestito in un parcheggio cotto dal sole direttamente prospiciente la più trafficata e inquinata arteria di scorrimento novese: corso Marenco.
A prima vista pare un destino beffardo quello degli operatori biologici: insediano colture e allevamenti lontani da fonti di inquinamento e con il rifiuto totale dei pesticidi, per ritrovarsi a esporre i prodotti delle loro fatiche in una sorta di terra di nessuno (un “nonluogo” lo definirebbe Marc Auge); assediati da terra da Co2 e polveri sottili, dall’alto da un sole implacabile.
E comunque le auto di qualche imbecillle che sfrecciano a forte velocità a un metro dai gazebo non sono tranquillizzanti per la sicurezza di venditori e acquirenti.
La domanda è forse ingenua: perché non collocare il mercatino in una piazzetta di via Roma o meglio all’ombra degli alberi in piazza XX che è pur sempre un parcheggio ma almeno è un po’ più lontano dal trafficatissimo e inquinatissimo corso Marenco?
Mentre compravamo una ricottina di latte di pecora amorevolmente allevata in val Borbera, un passante commentava perfido che le iniziative a favore dei commercianti di via Roma danno fastidio alle vetrine dei commercianti… di via Roma. Ma le malelingue, si sa, trovano sempre terreno facile qualsiasi iniziativa faccia la pubblica amministrazione. E soprattutto, penso, perché i commercianti dovrebbero essere infastiditi dal momento che sono proprio loro ad aver richiesto iniziative al sindaco? Ci saranno sicuramente altre e più serie motivazioni per la scelta del “nonluogo” che al momento non si sanno ancora.
E comunque al mercatino andateci: formaggi, ortaggi e conserve sono di ottima qualità. E poi, alla faccia delle malelingue, la ricottina era sublime!