Profughi, in città il numero è stabile. Nessuna certezza sul loro destino
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
27 Maggio 2015
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Profughi, in città il numero è stabile. Nessuna certezza sul loro destino

L’emergenza profughi sta riempiendo le pagine di tutti i quotidiani ed è anche motivo di dibattito in Europa dove si sta lavorando per attivare un fronte comune. A Novi c’è già da diversi mesi un gruppo di profughi, sono 25 ragazzi ospitati nella struttura di via Oneto. Al momento, però, non è ancora dato sapere quale sia il loro status

L?emergenza profughi sta riempiendo le pagine di tutti i quotidiani ed è anche motivo di dibattito in Europa dove si sta lavorando per attivare un fronte comune. A Novi c?è già da diversi mesi un gruppo di profughi, sono 25 ragazzi ospitati nella struttura di via Oneto. Al momento, però, non è ancora dato sapere quale sia il loro status

NOVI LIGURE – L’emergenza profughi sta riempiendo le pagine di tutti i quotidiani ed è anche motivo di dibattito in Europa dove si sta lavorando per attivare un fronte comune. Gli sbarchi sulle coste italiane sono ormai giornalieri e ciò che più preoccupa è la sistemazione di queste persone che fuggono da territori di guerra. A Novi c’è già da diversi mesi un gruppo di profughi, sono 25 ragazzi ospitati nella struttura di via Oneto. Al momento, però, non è ancora dato sapere quale sia il loro status ovvero se profugo, rifugiato o immigrato.

“Ora si stanno espletando tutte le questioni inerenti – dice l’assessore agli Affari Sociali, Felicia Broda – il loro status. Prima però di avere una definizione chiara trascorreranno alcuni mesi, sicuramente non prima di settembre saranno espletate tutte le pratiche”. Per ogni profugo lo Stato spende 35 euro giornaliere, di questa cifra a loro rimangono 2,50 euro. Si autogestiscono nella casa di via Oneto e seguono un corso di alfabetizzazione. Inoltre svolgono attività sportive grazie all’ausilio delle società presenti in città.
“Ora è presto per capire quanti di loro hanno intenzione di rimanere in Italia e anche in città – continua Broda – per esempio dei ragazzi ospitati in passato non è rimasto alcuno. Tutti hanno cercato di raggiungere i loro familiari in altri Paesi. Noi seguiamo con il prefetto tutta la vicenda con la massima attenzione che merita. Inoltre la Prefettura si è attivata per valutare la disponibilità abitativa”.

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