Del Boca, Oliva e Romeo indagano le ragioni e le illusioni della Prima Guerra Mondiale
Gianni Oliva, Giuseppe Romeo e Lorenzo Del Boca saranno domani mattina, giovedì 4 giugno, a partire dalle ore 9.00, a Novi Ligure a discutere delle ragioni storiche dellingresso dellItalia nella Prima Guerra Mondiale. Il convegno è organizzato dall'associazione culturale Orizzonti Novi in collaborazione con il Comune
Gianni Oliva, Giuseppe Romeo e Lorenzo Del Boca saranno domani mattina, giovedì 4 giugno, a partire dalle ore 9.00, a Novi Ligure a discutere delle ragioni storiche dell?ingresso dell?Italia nella Prima Guerra Mondiale. Il convegno è organizzato dall'associazione culturale Orizzonti Novi in collaborazione con il Comune
NOVI LIGURE – “L’Italia e la grande guerra. Ragioni, illusioni e disillusioni di un conflitto”, questo il titolo del convegno che si terrà domani, giovedì 4 giugno, a partire dalle 9.00, in biblioteca, organizzato dall’associazione culturale Orizzonti Novi in collaborazione con il Comune. Al tavolo dei relatori, accanto al professor Osvaldo Repetti, presidente di Orizzonti Novi, ci saranno Lorenzo Del Boca, storico, saggista, già presidente dell’ordine nazionale dei giornalisti, Gianni Oliva, storico e saggista che ha ricoperto, alcuni anni fa la carica di assessore regionale a Torino e Giuseppe Romeo, saggista, ufficiale superiore dei Carabinieri, già comandante della Compagnia Carabinieri di Novi.
“La grande guerra – spiega il professor Antonio Gibelli, docente di storia contemporanea all’Università di Genova nel suo ultimo libro “La guerra grande. Storie di gente comune” – fu la prima grande esperienza collettiva degli italiani: combattenti e civili, uomini e donne, adulti e bambini, operai e contadini, dislocati al Nord e al Sud, nei centri e nelle periferie, nell’area continentale e nelle isole….Tutti furono travolti dalla stessa macchina, toccati da problemi simili, colpiti dai medesimi lutti“. Alla fine del conflitto si contarono 8 milioni e mezzo di morti, oltre 20 milioni di feriti e mutilati.
I fatti e i sentimenti legati alla guerra sono stati descritti nella letteratura italiana attraverso pagine indelebili di Carlo Emilio Gadda, Giacomo Noventa, Giovanni Com’isso, Emilio Lussu, Giuseppe Ungaretti, solo per citarne alcuni, ma per capire lo stato d’animo dei combattenti e dei loro familiari sono fondamentali le lettere e i diari che sono stati scritti, quasi sempre in un italiano stentato, dagli italiani. “Lo strumento e la testimonianza più significativa di un’illusione – continua Gibelli – intesa come intreccio di esperienze diverse in un unico evento, è appunto la scrittura. E… quello che conta nella lettera non è tanto il contenuto, ma il fatto, il messaggio è la lettera stessa”.