Dogliero: “Nel ’06/’07 esperienza negativa, per me questa è una rivincita”
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Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
7 Giugno 2015
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Dogliero: “Nel ’06/’07 esperienza negativa, per me questa è una rivincita”

Il merito va anche a Ruscigni e Agosto; nei play off è uscita fuori tutta la nostra preparazione fisica" ha commentato coach Dogliero. Il presidente Maria Grazia Ponasso: "sono orgogliosa di questa squadra"

Il merito va anche a Ruscigni e Agosto; nei play off è uscita fuori tutta la nostra preparazione fisica" ha commentato coach Dogliero. Il presidente Maria Grazia Ponasso: "sono orgogliosa di questa squadra"

NOVI LIGURE – “Un sogno che si avvera grazie al lavoro dei miei predecessori Ruscigni e Agosto: se siamo in B1 è anche grazie alle fondamenta che il loro lavoro ha gettato a Novi”: Dogliero, tecnico Mangini, ha parole sagge per il successo della sua squadra costruito nel corso di una stagione lunga che il trainer divide in tre fasi. “Nella prima parte abbiamo faticato perché dovevamo amalgamare un gruppo nuovo, a Massa invece quando siamo approdati alla final four di Coppa Italia abbiamo capito che eravamo competitivi mentre nei playoff è uscita fuori la nostra preparazione atletica che ha fatto la differenza. Personalmente invece vivo una mia rivincita: a Novi nel 2006-07 non avevo vissuto momenti felici”.

Raggiante anche il presidente Maria Grazia Ponasso: “Un successo che è merito di giocatori, tecnico, dirigenti e tifosi, sono orgogliosa di guidare questa società”; le sue parole prima di indossare la maglietta celebrativa e di scatenarsi nei festeggiamenti. A margine della trasferta di Montichiari un altro gesto della Mangini: i giocatori si sono mossi per il bresciano in auto: hanno infatti preferito lasciare posti disponibili per il pullman di supporter (qualcuno non ha trovato posto) al seguito. Un altro esempio di come si possa anche vincere rimanendo in una dimensione familiare, dove ci si conosce e ci si sostiene vicendevolmente, perché al PalaGeorge il tifo dei novesi era indiavolato, sembrava di giocare in casa e non a 200 chilometri di distanza.

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