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Buone Vacanze!?
Crisi economica o meno, le ferie delle famiglie si sono accorciate e per la maggior parte di loro nasce il problema di cosa far fare ai bambini durante l'estate. Centri estivi o estate ragazzi, come dir si voglia, ne sono nati parecchi e per (quasi) tutte le tasche. Il rischio però è che si trasformino in parcheggi estivi.
Crisi economica o meno, le ferie delle famiglie si sono accorciate e per la maggior parte di loro nasce il problema di cosa far fare ai bambini durante l'estate. Centri estivi o estate ragazzi, come dir si voglia, ne sono nati parecchi e per (quasi) tutte le tasche. Il rischio però è che si trasformino in parcheggi estivi.
OPINIONI – Crisi economica o meno, le ferie delle famiglie si sono accorciate e per la maggior parte di loro nasce il problema di cosa far fare ai bambini durante l’estate. Centri estivi o estate ragazzi, come dir si voglia, ne sono nati parecchi e per (quasi) tutte le tasche. Il rischio però è che si trasformino in parcheggi estivi, scelte obbligate per quelle famiglie in cui i genitori lavorano entrambi e non hanno nessuno a cui lasciare i figli.
Una questione che va di pari passo con la constatazione che i bambini, per non parlare dei ragazzi, hanno spazi molto limitati. Già perchè i piccoli possono godere ancora dei parchi giochi, ma se stiamo parlando di preadolescenti, in quell’età indefinita tra i dodici e i quindici anni, gli spazi sono pressochè inesistenti. I campetti dell’oratorio sono merce rara ed è vero che molti Comuni hanno realizzato campetti in erba sintetica, ma quanti di questi sono realmente messi a disposizione dei ragazzi?
Torniamo così alla domanda di partenza: che cosa fare durante l’estate? Ho letto in queste settimane commentatori molto autorevoli che raccontano in modo nostalgico la loro estate “pigra”, fatta di noia e letture. Si tratta, a mio modesto avviso, dell’opinione di persone, sicuramente colte e preparate, che hanno più nostalgia della loro “età felice” piuttosto che il punto di vista di genitori alle prese con le generazioni di oggi e gli spazi delle nostre cittadine, grandi o piccole che siano.
C’è poi chi rimpiange le vecchie colonie, in passato organizzate da enti religiosi oppure dalle grandi realtà industriali. Ma allo stato attuale sembra impensabile organizzarle. Costi economici a parte, non si riesce neppure a pensare quale montagna di autorizzazioni, permessi e procedure burocratiche debbano essere necessarie per rimetterle in piedi. Ma forse in questo caso sono in errore ed invece si tratta di una soluzione del tutto percorribile.
C’è poi la scuola. Non più tardi di un mese fa dal governo si ipotizzava di accorciare le vacanze estive. Prospettiva che ha gettato nel panico gli studenti di tutt’Italia, che già si vedevano a luglio ancora alle prese con interrogazioni e compiti in classe (anche i docenti devono aver sentito un brivido lungo la schiena). Anche questa non sembrerebbe una soluzione praticabile.
Ammettiamolo, così come è strutturata la didattica, in cui scarseggiano attività fisica e applicazioni manuali e praticate, pensare di chiudere i ragazzi nelle aule per 11 mesi è quasi diabolico.
Nessuna soluzione, allora? Il punto è che la cosiddetta classe dirigente neppure si pone il problema. Le comunità, per non parlare delle istituzioni, hanno altro a cui pensare (in molti casi è scomparso persino l’assessorato alle politiche giovanili), quindi la questione è lasciata come spesso accade ai singoli interventi…E comunque Buone Vacanze!