Ramadan tutto italiano
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Ahmed Osman  
18 Giugno 2015
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Ramadan tutto italiano

Anche i musulmani alessandrini iniziano il mese sacro di Ramadan da giovedì 18 giugno a venerdì 17 luglio

Anche i musulmani alessandrini iniziano il mese sacro di Ramadan da giovedì 18 giugno a venerdì 17 luglio

OPINIONI – Ramadān è il nono mese del calendario islamico che si compone di 12 mesi lunari per un totale di 354 o 355 giorni, al contrario dei 365 o 366 giorni dell’anno gregoriano, basato sul ciclo solare .  Come tutti gli altri mesi del calendario islamico è determinato tradizionalmente dall’avvistamento della luna nuova.  In questo mese i musulmani praticano il digiuno che rappresenta il quarto dei cosiddetti cinque pilastri dell’Islam e si conclude con l’inizio del successivo mese islamico di Shawwāl, nel quale si celebra la festa della rottura del digiuno, chiamata ‘aīd al-Fitr.

Secondo la tradizione è uno dei mesi benedetti per i musulmani, è il mese della purificazione, durante il quale oltre a praticare il digiuno alimentare (cibo, bevande e acqua compresa), il digiuno sessuale  e quello spirituale dall’alba  al tramonto, si intensifica anche l’attività di preghiera, con la lettura intera del Corano, con  una preghiera particolare in moschea (tarāwīh), con il ritiro spirituale in moschea, con la meditazione e con la carità (la zakat).

Tra le pratiche di culto e quelle sociali dell’Islam, il digiuno di Ramadān, insieme al divieto di mangiare carne di maiale, sono tra quelle più sentite e rispettate anche dai meno praticanti o da chi normalmente trascura le cinque preghiere quotidiane. Questo sta a sottolineare l’attenzione particolare all’alimentazione nata con l’Islam. Il digiuno di Ramadān è forse, per quanto riguarda la pratica religiosa, il pilastro che maggiormente unisce i musulmani in un’unica comunità collettiva.

Anche se il digiuno rappresenta un rituale spirituale, principalmente individuale e mette alla prova i propri personali limiti fisici e psichici, la componente sociale è fondamentale sia in un contesto come quello dei paesi islamici, ma anche in comunità che risiedono in paesi laici occidentali. Rappresenta un mese di condivisione di uno sforzo e accomuna tra di loro tutti i musulmani. Nella quotidianità cambia il ritmo di vita: ci si incontra durante le preghiere, ci si scambia gli inviti per la rottura del digiuno con il ritrovo al tramonto. Il digiuno promuove lo spirito di uguaglianza umana. Tutti i musulmani in salute, maschi e femmine, ricchi e poveri, di tutte le provenienze etniche e nazionali vivono la stessa esperienza di deprivazione.

I musulmani alessandrini si ritrovano principalmente nelle moschee sparse sul territorio provinciale rispettando comunque i ritmi e gli orari di lavoro. Spesso si organizzano delle cene conviviali aperte a tutti i cittadini, anche non musulmani, nelle quali ad esempio i ragazzi de I giovani musulmani spiegano e raccontano cosa significa vivere il mese di Ramadan.

Personalmente vivo questo mese come un momento tanto atteso in cui fermarmi a riflettere sugli aspetti spirituali della mia vita e evitare le questioni più strettamente materiali. È un periodo in cui intensifico i contatti con i famigliari lontani e gli incontri con gli amici più vicini. Sono ormai quindici anni che vivo in Italia e, col passare del tempo, posso dire di avere ormai consolidato un modo di vivere il Ramadan tutto italiano.

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