“All’estero per realizzare il mio sogno nel cassetto”
Enrico Varrecchione, ragazzo di Gavi di 28 anni, laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente è giornalista sportivo freelance e autore di un libro, Crvena Zvezda. La sua esperienza è stata internazionale, quindi un esempio per molti giovani con un sogno nel cassetto al di fuori dellItalia.
Enrico Varrecchione, ragazzo di Gavi di 28 anni, laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente è giornalista sportivo freelance e autore di un libro, ?Crvena Zvezda?. La sua esperienza è stata internazionale, quindi un esempio per molti giovani con un sogno nel cassetto al di fuori dell?Italia.
SOCIETÀ – Enrico Varrecchione, ragazzo di Gavi di 28 anni, laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente è giornalista sportivo freelance e autore di un libro, “Crvena Zvezda”. La sua esperienza è stata internazionale, quindi un esempio per molti giovani con un sogno nel cassetto al di fuori dell’Italia.
— Come è cominciata questa avventura all’estero?
Nel 2009 sono andato a Goteborg in Erasmus, che è un’esperienza fantastica che consiglio a ogni universitario. Dopo due anni di lavoro a Milano, ho deciso di tornare in Svezia perché ero rimasto affascinato dalla società locale e dalla spiccante civiltà. Ne ho approfittato per seguire un master di un anno in giornalismo, tenuto a Orebro. Sono tornato e mi sono laureato in Italia, ma il mio viaggio non era terminato: l’università mi ha segnalato la possibilità di lavorare per una società in Ungheria, a Budapest e quindi ho colto l’occasione e sono partito, ancora. Il mio sogno è diventare telecronista o radiocronista sportivo ed effettivamente ci sono andato vicino, partecipando a un reality show su Sky “Sognando Caressa”, in cui sono arrivato in semifinale. Credo che comunque ci riproverò quest’estate, non si sa mai. In ogni caso, se ciò non dovesse andare in porto, ho già pronto un progetto giornalistico online in Svezia, in cui ho riposto molto fiducia.
— Nessun progetto in Italia?
Sarei un giornalista, ma non ho più il tesserino da pubblicista. Ho deciso di non rinnovarlo per questioni economiche, ma anche perché non credo abbia davvero un valore. Il titolo di pubblicista, inoltre, può essere preso da chiunque e le poche volte che ho avuto bisogno dell’Ordine, non c’è mai stato nessuno per aiutarmi. Mi hanno solo contattato per eleggere i loro rappresentanti. Nonostante questo, vivendo all’estero, sto cercando di andare avanti nella mia professione, visto che vi vedo molte più possibilità. In realtà mi piacerebbe lavorare per emittenti televisive, anche italiane, tra cui la Rai. Chiaramente, però, non posso lavorare nell’emittente dello Stato italiano perché non sono un giornalista professionista, in compenso sto partecipando a un concorso per lavorare nella tv di Stato svizzera. Un’altra delle tante, grandi contraddizioni italiane.
— Consigli per gli aspiranti giornalisti?
Si tratta di un mestiere che all’inizio non paga, soprattutto in Italia, per un problema della nostra editoria a cui nessuno ha mai cercato di rimediare. Molti giovani sono quindi impossibilitati a vivere di questa passione e sono costretti ad avere lavori di supporto di altro tipo. Se vi piace, provate. È un mestiere di passione, che altrimenti si molla in fretta. Tante sono le difficoltà e le critiche da affrontare, ma ne vale la pena e magari qualcuno cambierà le cose anche in Italia, prima o poi.