For.AL: quando la formazione è legata alle “emozioni” della Regione
La commissione consiliare Sviluppo del Territorio si è riunita nella sede alessandrina dell'Agenzia formativa territoriale For.Al. Progetti, obiettivi, organizzazione e anche problematiche. "Siamo legati alle 'emozioni' della Regione". Quattro sedi in provincia: Alessandria, Novi Ligure, Casale Monferrato e Valenza
La commissione consiliare Sviluppo del Territorio si è riunita nella sede alessandrina dell'Agenzia formativa territoriale For.Al. Progetti, obiettivi, organizzazione e anche problematiche. "Siamo legati alle 'emozioni' della Regione". Quattro sedi in provincia: Alessandria, Novi Ligure, Casale Monferrato e Valenza
ALESSANDRIA – L’agenzia formativa territoriale For.Al nasce nel 1999 con una legge regionale che veicola la formazione professionale su due fronti: quello gestito direttamente dalla regione Piemonte su strutture proprie e quello definito come “figlio di secondo letto”, ovvero le agenzie come Ial, Ciofs, Enaip. “Controllato e controllore non potevano più risiedere nella stessa figura, la Regione – spiega alla commissione consiliare Sviluppo del Territorio, la direttrice della sede Alessandria- Casale Monferrato, Loredana Omati – E così la gestione di queste agenzie di formazione è diventata pubblico-privata”. Da un lato quindi Camera di Commercio, i comuni in cui ha sede il For.Al (Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure e Valenza) e prima anche la Provincia sul fronte pubblico; sul fronte privato invece Confindustria, artigiani, cooperative.
Un legame indissolubile quello con la Regione Piemonte, che veicola anche i programmi e l’organizzazione del lavoro dell’agenzia di formazione. Infatti se a livello storico ognuna delle 4 sedi ha una propria vocazione, i progetti e i corsi attivati e da attivare vanno di pari passo con le “emozioni” della Regione. Così se Alessandria ha una vocazione tecnologico-informatica, Valenza orafa, Novi Ligure per il settore industriale (in particolare del comparto meccanico) e Casale Monferrato per il settore terziario e dell’informatica la progettazione anno per anno dipende quasi totalmente dai settori e dalle professionalità sulle quali la Regione vuole puntare. “Soprattutto se parliamo dei corsi sostenuti dal Fondo sociale europeo, a cui si partecipa per bando di gara e che vengono riconosciuti dalla Regione e hanno validità di legge a livello nazionale”. Diverso è il discorso per i corsi cosiddetti di “libero mercato” che non hanno una valenza legale, se non interna e che hanno anche altri costi, perché sostenuti direttamente da colui che richiede la formazione, dall’utente. Le difficoltà economiche della popolazione e i sempre minori finanziamenti “stanno creando un certo rallentamento in questo settore, nel mondo della formazione che ha le sue bellezze e il suo fascino”.
