“Made in Italy: eccellenze in digitale”. E il turismo viaggia sul web
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“Made in Italy: eccellenze in digitale”. E il turismo viaggia sul web

L'importanza della rete è ormai innegabile, soprattutto per le realtà turistiche e commerciali. Torna "Made in Italy: eccellenze in digitale", il progetto di Unioncamere e Google grazie al quale centotrentadue "evangelizzatori digitali" renderanno più tecnologiche e social cinquanta realtà turistiche alessandrine

L'importanza della rete è ormai innegabile, soprattutto per le realtà turistiche e commerciali. Torna "Made in Italy: eccellenze in digitale", il progetto di Unioncamere e Google grazie al quale centotrentadue "evangelizzatori digitali" renderanno più tecnologiche e social cinquanta realtà turistiche alessandrine

ECONOMIA E LAVORO – Far parte della rete, essere presenti in quell’immenso villaggio globale rappresentato oggi dal web è, almeno per le realtà commerciali, un’esigenza che sembra diventata imprescindibile. Ristoranti, alberghi, aziende e realtà artigianali hanno capito, nel corso degli anni, quanto essere presenti nel mondo di internet possa fare la differenza, soprattutto quando alla comunicazione si unisce la qualità tipica del Made in Italy. Con queste premesse nasce il progetto promosso da Google in collaborazione con Unioncamere. “Un’idea – spiega il presidente della Camera di Commercio – Gian Paolo Coscia – già nata lo scorso anno e che ritroviamo anche nel 2015, con un’attenzione particolare al settore turistico e di accoglienza. “Made in Italy: Eccellenze in digitale” nasce con la volontà di diffondere la cultura dell’innovazione digitale, magari sanando quella mancanza di tecnologia e web tipico delle aziende piccole e non molto giovani. Il progetto punta a rendere più semplice la digitalizzazione, quanto mai necessaria di questi tempi. Le imprese che utilizzano gli strumenti digitali per farsi conoscere sono ancora poche. Il digitale può diventare una grande opportunità di crescita per le eccellenze del nostro Paese ma non è ancora sfruttato in tutte le sue potenzialità”

L’iniziativa ha, in realtà, un respiro nazionale. “Si tratta – spiega Roberto Livraghi, segretario generale della Camera di Commercio – di un progetto che coinvolge sessantaquattro camere di commercio in tutta Italia, dando a più di cento giovani, selezionati e preparati, l’opportunità di spiegare e facilitare l’accesso alla rete per le realtà del territorio”. Il progetto prevede infatti che 132 giovani “digitalizzatori”, formati da Google e Unioncamere e per 9 mesi ospiti delle Camere di Commercio, siano a disposizione delle imprese italiane per diffondere la cultura digitale e supportarle nell’avvio di una strategia online. Nella scorsa edizione oltre 20 mila imprese sono state raggiunte dai giovani digitalizzatori e oltre 1.500 sono state contattate per realizzare progetti ad hoc. “E’ innegabile l’importanza del digitale – spiega Massimo Pasquariello, dell’Ufficio Promozione della Camera di Commercio e tutor delle due borsiste, Caterina Piola e Giulia D’Angelo – e alle nuove generazioni spetta il compito di ‘evangelizzatori digitali’, di poter cioè essere di supporto e di assistenza alle realtà alberghiere e ricettive del territorio. Per poter avere un quadro completo di quale sia lo stato della digitalizzazione delle strutture dell’alessandrino, è stata completata l’analisi di un campione rappresentativo, dal quale è emerso un livello complessivo di digitalizzazione del 50%. Insomma: c’è margine di miglioramento”. 

Nei prossimi giorni, poi, sarà reso pubblico un bando al fine di raccogliere le manifestazioni di interesse delle imprese interessate al progetto. Saranno quindi individuate e selezionate le cinquanta imprese beneficiarie, implementando e condividendo con esse un programma di lavoro per aiutarle a cogliere le opportunità che arrivano dal web, passando dall’analisi del materiale già esistente agli incontri one to one, per delineare una strategia vincente. “Il digital divide – conclude Livraghi – ha una declinazione particolare e, oltre ad essere presente tra persone di età diverse, rischia di coinvolgere anche le aziende. Non è raro che le realtà più nuove, le start up giovani, abbiano un buon livello di innovazione, mentre lo stesso non si può dire per le aziende più vecchie. L’ottimo risultato dello scorso anno, poi, ci permette di vedere le potenzialità di questa edizione”.
 

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