La ripresa c’è, ma la rallenta la burocrazia
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La ripresa c’è, ma la rallenta la burocrazia

L'indagine congiunturale trimestrale di Confindustria si apre all'insegna dell'ottimismo: la crisi sembra essere passata e la ripresa è vicina. Buona l'occupazione, in aumento gli ordini totali e gli indicatori di produzione. Buzzi: "Per continuare a fare bene, più conoscenza, più concorrenza, più lavoro e meno burocrazia"

L'indagine congiunturale trimestrale di Confindustria si apre all'insegna dell'ottimismo: la crisi sembra essere passata e la ripresa è vicina. Buona l'occupazione, in aumento gli ordini totali e gli indicatori di produzione. Buzzi: "Per continuare a fare bene, più conoscenza, più concorrenza, più lavoro e meno burocrazia"

ECONOMIA E LAVORO – Sembra essere – finalmente – arrivata la ripresa. Questo, almeno, è quello che si evince dalla 163esima indagine congiunturale trimestrale di Confindustria Alessandria, che nel corso della mattinata di ieri, giovedì 16 luglio, ha presentato i dati relativi alle previsioni per il periodo luglio – settembre 2015. “Le previsioni trimestrali riportano indicatori positivi – commenta il neoeletto presidente, Luigi Buzzi – e ci sono segnali di ripresa sia per l’occupaizone che per gli ordini totali, sintomo di un possibile miglioramento del mercato interno. Le aziende, insomma, iniziano a ripartire e la situazione economica attuale, favorevole anche per gli stimoli del mercato, come il minor prezzo delle materie prime e del petrolio, dovrebbero poter garantire uno slancio. Certo, tutti gli intoppi burocratici non aiutano…” 
 
Dati alla mano, si nota come prosegua il trend di recupero post-crisi, anche grazie ai segnali di risalita del mercato interno e nonostante il fisiologico ritmo più lento imposto dal periodo feriale d’agosto. L’indagine registra anche la tenuta del grado di utilizzo degli impianti, della propensione ad investire, e di chi ha lavoro per più di un mese. La previsione di ricorso alla cassa integrazione è in calo, e la maggioranza degli intervistati (il 77%) prevede invariata l’occupazione. E’ in diminuzione anche il ritardo negli incassi. In sintesi, l’indice di previsione dell’occupazione è a +11, e sono positivi anche gli indicatori della produzione a +4, degli ordini totali a +4, e degli ordini export a +6. Ed in particolare, per gli ordini export, che anche negli anni più difficili hanno fatto da traino con successo all’industria alessandrina, il 24% degli imprenditori intervistati prevede un aumento. Il grado di utilizzo degli impianti si mantiene al 70% della capacità, e la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali, è in risalita ed è dichiarata dal 77% degli intervistati. Il ritardo negli incassi scende ed è segnalato dal 49% degli imprenditori, mentre il 73% ha lavoro per più di un mese. I settori produttivi più rappresentativi mostrano andamenti in linea con l’indagine generale, con indici tutti positivi, dal metalmeccanico alla chimica e alla gomma-plastica, e anche per il comparto alimentare, legato come di consueto alla stagionalità.  La rilevazione riferita al settore dei servizi alle imprese mostra invece previsioni in calo rispetto al trimestre precedente, con occupazione, livello di attività e nuovi ordini negativi, mentre torna positivo il dato per la redditività. Cresce invece al 93% l’indice per chi ha lavoro per più di un mese. 

I segnali di recupero, insomma, ci sono. Qualcosa, però, sembra frenare l’avanzata e il Centro Studi Confindustria, nel recente rapporto sull’andamento dell’economia, segnala come, salvo interventi, il Pil tornerà al livello pre-crisi solo nel 2023. “Possiamo e dobbiamo affidarci a quattro leve fondamentali – continua Buzzi – la conoscenza, la concorrenza, il lavoro e, soprattutto, lo snellimento della burocrazia, che rischia di vanificare impegno e sacrifici. Solo così i dati potranno cambiare ancora, migliorando e portandoci ad avere una crescita di 2,5 punti percentuali all’anno”. Il direttore di Confindustria Alessandria, Fabrizio Riva, spiega quindi come gli indici restino positivi, “a confermare che il lunghissimo periodo di crisi è superato. Il fatto che nella nostra indagine si evidenzia che il migliore tra i nostri indici è quello dell’occupazione fa ragionare sul ruolo che le nuove normative stanno svolgendo per il mercato del lavoro. Inoltre, l’andamento di ordini totali ed export negli ultimi due trimestri fa pensare che, dopo molto tempo in cui solo l’export permetteva alle aziende di competere, ora anche il mercato interno dà segni di risalita. E anche il dato degli investimenti è molto positivo, vedremo se, da qui alla fine dell’anno, questa tendenza sarà confermata. La fine dell’embargo iraniano, poi, apre nuovi scenari inaspettati. Si tratta di una realtà ricca, ferma da dieci anni e alla quale già prima si rivolgevano alcune realtà della nostra provincia. Insomma, la ripresa sembra essere arrivata”. 

 

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